Passare il turno con l'Entella aiuta il morale, adesso servono nuovi arrivi per puntare in alto

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Baroni: "Grazie per il sostegno dei tifosi, non possiamo ora essere perfetti"

Di buono c'è che il Verona va avanti in Coppa Italia e il morale, così, non ne esce acciaccato come sarebbe stato se ai rigori fosse passata l'Entella. In un ambiente che avrebbe bisogno del neuralizzatore di "Men in Black" per cancellare la memoria della scorsa, fallimentare stagione, perdere in qualsiasi modo vuol dire tornare indietro e ritrovarsi a rivivere il trauma dell'Urszene freudiana.


Poi, c'è tutto il resto. Ed è quello che si immaginava, si sapeva e che è puntualmente emerso. Tanto resta da fare sul mercato, a cominciare dalla soluzione dei tre rebus (o casi) aperti: Montipò per cui non c'è ancora accordo, Suslov che è stato messo sull'Aventino, Belghali che ricorda quel detto: "Tuti me voi nessuno me toe". Uscito da queste strettoie e fatta cassa, l'Hellas dovrà intervenire con innesti corposi. La rosa è evidentemente incompleta, manca nei numeri e nei mezzi che occorrono per competere per il vertice.

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Domenica l'Ascoli, poi il Padova, in trasferta. Dopo, la sera del 1° settembre, potremo formulare opinioni più appropriate su dove e come potrà arrivare l'Hellas. Per adesso, teniamoci questo risultato che vale per quel pizzico di fiducia in più che non fa mai male. E chissà che Sarr di gol come quello che ha fatto non se ne inventi più spesso. Questa sì che sarebbe una grande notizia.

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