La gara del Bentegodi sotto la lente
1 Per gli appassionati dell'ottovolante: dopo la gioiosa discesa contro la Roma e l'ardua salita di Genova, è arrivato un dolce pendio contro il Torino. Il Verona è apparso ordinato e disciplinato, messo bene in campo e con la giusta personalità. Atteggiamento? Giusto, la strada è questa, da testare ora in trasferta.
2 Il Torino sui calci piazzati è da Serie B. Su cinque palle sul primo palo, ne passano tre da sinistra (due quasi gol quasi uguali di Marquez e la spizzata di Moras) e due da destra, entrambe colpite da Juanito che al secondo tentativo fa gol. Alla Juanito, ça va sans dire.
3 Luca Toni. I soliti esperti del Bar Sport, dopo due partite (dicasi due), avevano già riscoperto il ritornello dello scorso e di due anni fa: "Umh... quest'anno la vedo dura... sembra finito". Per lui, invece, partita ancora una volta ottima. L'aggancio al volo al 9° minuto e il la girata di testa al 40° sono da museo, ma lui non ha ancora voglia di fare il reperto.
4 Qualche parola sui singoli (perché possiamo parlare di squadra quanto vogliamo, ma sempre da 11 individualità essa è composta): Souprayen piacevole conferma: spinge, copre, "diagonalizza". Cooorri Forrest, cooorri. Jacopo Sala: troppo timido, se il suo carattere è questo, condizionato così tanto dalle voci di mercato, il trasferimento in una grande lo avrebbe distrutto. Viviani: primo tempo all'80%, ottime giocate e carattere in crescendo. Nel secondo tempo cala quasi verticalmente perché non ne ha più. Un paio di settimane e lo avremo al top. Ah, sulla regia... è bello quest'anno giocare in 11. Rafael: è sotto pressione e sbaglia. Le due respinte sono di gravità crescente. Lo scorso hanno ha avuto ragione Mandorlini quando gli ha preferito Benussi e gli ha dato il tempo di guarire da infortuni fisici e psicologici. Con grande tranquillità potrebbe essere il periodo buono per Gollini, ovvero: "il titolare è Rafael, ma gioca Gollini". Juanito Gomez: semplicemente tra i migliori saltatori della Serie A. Con le difese delle torinesi ha sempre un conto aperto.
5 Catena di destra VS catena di sinistra: 0-10. Da una parte, a sinistra, il francesino e Leandro Greco dialogano a meraviglia. Il romano, nel frattempo, piazza due dribbling che se fosse stata una corrida non sarei voluto essere il Toro. A destra, al contrario, è un mezzo disastro: sul gol di Baselli, Pisano dice a Jankovic di prendere Moretti ma dimentica il suo uomo che, puntualmente, fa gol. Ma l'ex Palermo aveva già fatto le prove generali accorciando su Obi al limite e lasciando il non terzino Siligardi da solo contro Molinaro che lo infila come farebbe un Freccia Rossa con un regionale.
5 (bis) Gli episodi. Il rigore su Gomez è un regalo di fine estate all'Hellas Verona (e, come sappiamo, lo pagheremo). Il mano di Moras (rigore netto, troppo lieve il tocco di Glik per sbilanciarlo così) il secondo dono gentilmente offerto da Irrati & Co.
foto: Getty per Gazzanet
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