Repetita iuvant, incalza il ricorrente brocardo latino, e in quest’estate di musica e fotografia ci adeguiamo pure noi. Così, per il terzo anno di fila, torniamo al principio espresso al via delle grandi manovre per la stagione. Ossia: all’ultima giornata, all’ultimo minuto. Possibilmente su rigore. Okay, non vogliamo tediare il lettore con il passatismo, ma […]
Repetita iuvant, incalza il ricorrente brocardo latino, e in quest’estate di musica e fotografia ci adeguiamo pure noi. Così, per il terzo anno di fila, torniamo al principio espresso al via delle grandi manovre per la stagione. Ossia: all’ultima giornata, all’ultimo minuto. Possibilmente su rigore. Okay, non vogliamo tediare il lettore con il passatismo, ma sempre di salvezza da cogliere e Serie A da conservare si scrive. Dunque, che venga nel modo pure più rocambolesco, ma che l’obiettivo sia raggiunto, perché a non farcela si andrebbe a navigare verso l’ignoto, oltre quelle che gli Antichi chiamavano colonne d’Ercole.
Il Verona ha fatto cassa con la cessione della seconda metà del cartellino di Jorginho al Napoli. Rinnoverà i contratti di Juanito Gomez e Bosko Jankovic. Già è rimasto Luca Toni, un signore della città che vale, nel gioco dei paragoni storia-presente, la regalità di Cangrande Della Scala. Questi le basi per mettere benzina nel serbatoio della macchina Hellas, avviata al nuovo corso dalla “riforma” attuata in via Belgio. Maurizio Setti non è Martin Lutero e i cambiamenti che ha attuato non sono scismatici, ma è un dato di fatto che un Verona senza Sean Sogliano sarà altro da sé, rispetto a quello che si è fatto conoscere dal 2012 a oggi.
Di quel che è accaduto nella stanza dei bottoni già si è detto su queste pagine. Adesso, però, comincia la partita vera. Che è fatta del pallone che rotola, imprevedibile strumento che dirige le sorti magnifiche e progressive dello Splendido Gioco. A settembre, quando già il quadro della stagione avrà offerto i responsi dei primi turni di campionato, il giudizio potrà essere più completo, in consonanza con la chiusura del mercato. Ad ora, la richiesta imprescindibile che ci detta la ragione è una: non affrettare i giudizi, lasciare che sia il tempo a formarli.
E, accendendo la modalità stand-by, di nuovo, per chiudere il cerchio, repetita iuvant: all’ultima giornata, all’ultimo minuto, possibilmente su rigore. Senza voler essere scaramantici, finora dirlo ha portato bene, no?
MATTEO FONTANA
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