Per ora sono in quattro a Primiero, aspettando Ferrari e...
Il Verona è in fase di costruzione. C'è un po' di ritardo dovuto al nodo Viviani, che ha solo in parte sbloccato il mercato in entrata.
Domani sarà il giorno di Cerci, poi via via gli altri. Filippo Fusco si muove su un un equilibrio sottile, attento al portafoglio e a non fare il passo più lungo della gamba. Questo passa il convento, e il direttore si adegua con entusiasmo e fatica, in attesa di stupire ancora pur non essendo Gandalf.
Un occhio particolare lo merita la difesa, ridotta a soli quattro elementi in questi giorni a Primiero: Bianchetti, Caracciolo, il giovanissimo Kumbulla e Souprayen. Cherubin è in uscita, Riccardo Brosco, comprato a gennaio, tornerà in pista, dopo il grave infortunio, forse a ottobre, e non si può dunque far conto su di lui.
Con la partenza di Pisano va da sé che un terzino destro serva come l'acqua nel deserto. L'arrivo prossimo di Alex Ferrari e la soluzione Romulo (posto che resti) non sembrano poter coprire a sufficienza le esigenze di una A nella quale sarà bene non imbarcare valanghe di reti come negli ultimi anni della categoria, nei quali solo la massa di gol di Toni coprì una falla gigante.
Un centrale di esperienza, poi, per forza deve arrivare. L'unico certo di titolarità, al momento, è considerato Caracciolo, con Bianchetti sospeso nel limbo dei partenti o restanti, ma che ad oggi non è in uscita e dunque considerato titolare (col Sassuolo c'è stato solo un contatto, poi nulla si è più mosso).
Souprayen, a sinistra, viene ritenuto idoneo ma certamente avrà bisogno di un vice all'altezza della categoria. Sfumato Dimarco, si andrà probabilmente su un altro giovane.
Capitolo portiere: se l'Hellas andasse su un nuovo numero uno, Nicolas potrebbe addirittura essere ceduto. Ma anche qui non si registrano particolari movimenti nel brevissimo periodo. Guruceaga rimane in cima alla lista dei desideri, con le parti però ancora lontane.
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