Il pentito coinvolge il centravanti dell'Hellas, ma gli altri testimoni affermano il contrario

Da un lato c'è la parola del "pentito" Carlo Gervasoni, ritenuto poco credibile secondo le ultime pronunce del Tnas.

Dall'altro, le dichiarazioni di Francesco Ruopolo e Filippo Carobbio. Più quelle depositate da Garlini, Bombardieri, Poloni e Conteh.

Il primo accusa Nicola Ferrari, coinvolgendolo nella tentata combine di Rimini-Albinoleffe del dicembre 2008. Gli altri lo scagionano da tutte le imputazioni.

Su questi piatti della bilancia vanno a collocarsi le posizioni della Federcalcio e della difesa di Ferrari, rappresentata dall'avvocato Stefano Bosio.

Ha detto Gervasoni al collegio arbitrale: "All'atto della proposta da me formulata nello spogliatoio ad alcuni miei compagni, tra cui Ferrari, feci ovviamente presente che c'era la possibilità di guadagnare dei soldi, anche se non fui in grado di quantificare l'importo".

Ma le considerazioni di Gervasoni non hanno riscontri oggettivi in quel che è sostenuto dai restanti testimoni chiamati a intervenire, tutti all'epoca dei fatti nella rosa dell'AlbinoLeffe, fermi nel dire che Ferrari non ha avuto alcun ruolo nella presunta "pastetta"  organizzata con il Rimini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua la lettura