Tre anni in Liguria, il figlio Matteo dall'altra parte del campo: partita di emozioni

Starà in tribuna, bloccato per un altro turno dalla squalifica comminatagli dopo le dichiarazioni che hanno preceduto la sfida con il Livorno.

Al Picco, comunque, Andrea Mandorlini è di casa: tre anni con lo Spezia, la promozione dalla C2 con 34 partite senza sconfitte, la B sfiorata per due volte e persa ai playoff.

Soprattutto nel secondo caso la sensazione di amarezza fu grande: testa a testa con il Livorno, e in un polemico finale di stagione furono i toscani a spuntarla.

Ma il legame di Mandorlini con lo Spezia e con la città ligure è certo. Tant'è che alla stampa locale, dopo l'1-0 di due campionati fa del Verona al Bentegodi contro i "bianchi", il tecnico gialloblù dichiarò: "Sono aquilotto a vita, anche se non ho fatto il tatuaggio perchè non siamo andati in serie B".

Il tatuaggio è arrivato con l'Hellas, a giugno scorso: non l'Aquilotto, ma la Scala.

Con lo Spezia, tra l'altro, gioca Matteo, il figlio secondogenito di Andrea. Insomma, sarà una partita del cuore per l'allenatore del Verona.

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