La coda all'alba, le diecimila tessere, la festa gialloblù: tutto sul gran ballo degli abbonamenti
Uno scenario da pazzi. La mania dell'Hellas, tutti a correre al Bentegodi per il primo giorno di vendita libera degli abbonamenti per la stagione 2012-2013. Già diecimila le tessere acquistate. E in tanti si sono accampati in piazzale Olimpia all'alba, e perfino prima, muniti di cibo e bevande. Questo è quanto accaduto ieri, nel racconto del "Corriere di Verona". Una storia gialloblù.
VERONA – Se vi serviva
un pro-memoria sulle ragioni dell’espressione “Veronesi tuti mati”, beh, dovevate passare da piazzale Olimpia all’alba
di ieri. Avreste visto scene di una passione folle: una pazzia chiamata Hellas.
Fin dalle quattro di mattina, fuori dal Bentegodi, si era raccolta un numero
crescente di persone, pronte a mettersi in coda per la riapertura della
campagna abbonamenti del Verona per la stagione 2012-2013. Via alla vendita
libera, dopo la fase di prelazione chiusa sabato con un totale di 9180 rinnovi.
Con poche centinaia di posti ancora disponibili in curva Sud c’è chi si è
industriato alla bell’e meglio: un lettino sdraio per riposare ma non solo
quello. Già , perché non di solo pane vive l’uomo e allora ecco un intero
allestimento per la cucina da campo. Il drappello, iniziale si tramuta in una
specie di comitato di accoglienza per chi, poco per volta, si aggiunge alla
fila: luganeghe, costine, carne alla griglia cotta su un barbecue predisposto
per l’occasione. E, a bagnare l’attesa, ecco dei fusti di birra. Ce n’è uno su
misura, vista la circostanza: è fatto a pallone. Ma il gruppo si organizza,
perché presto scatterà la corsa all’abbonamento e c’è da evitare che si
scatenino resse e tensioni per il diritto di precedenza nell’acquisto. Così un
signore di mezza età ha l’intuizione: “Femo
come dal macelar”. Prende dei fogli di carta e sopra ognuno di essi verga
un numero, li mette in successione e li distribuisce a chi arriva.
Il fermento
è alle stelle, e alle 5.30, quando al Bentegodi compare il popolare tifoso
Marco Bresaola, per tutti Bresi, che è già abbonato ma che deve occuparsi delle
tessere stagionali per trenta dei suoi fedelissimi, gli tocca già il 43: “Mai vista ‘na roba del genere, te giuro,
semo fora de testa”, se la ride lui
e, reduce dal caffè del primo mattino, non rinuncia all’invito dei
ragazzi che si occupano dei rifornimenti di cibo: vai di salamelle, e chi più
ne ha più ne metta. E comincia, così, una festa gialloblù che occupa l’intera
giornata, fatta di calura spietata, con Nerone che sembra che voglia bruciare
Verona, di cori dell’Hellas che si alzano, di andirivieni al bar Nilla per chi
vuole limitarsi ad una colazione a basso contenuto di grassi, di “missioni
speciali” ai supermercati della zona per fare un’ulteriore scorta di birra. Eh
sì, perché c’è da aspettare, ci vuole pazienza prima che il bigoncio 1 venga
aperto. Qualcuno si lamenta: “L’è ora de
versar qua, semo stufi”, fanno in tanti. Ma gli efficienti ragazzi delle
biglietterie, che sono coordinate da Moris Rigodanze e Nicola Bertaiola, ticket
manager dell’Hellas, non fanno penare oltre chi già da più di tre ore si è
accampato: alle 8.15 si alza la serranda, via alle sottoscrizioni. E intanto
l’afa è stritolante, ma non conta neppure questo: “Con la pioggia o con il Sole
allo stadio ci sarò e i miei sogni in gialloblù dipingerò”, la risposta dei
tifosi, che citano il testo di una bella canzone dedicata al Verona nell’eta
dell’oro degli anni ’80.
C’è chi non ha preso il numero improvvisato per
“passare alla cassa”, chi lo fa notare e magari capita che i toni si facciano
più accesi e volino parole poco eleganti, ma chi se ne frega, l’importante è
esserci per l’Hellas. Il camper dell’Agsm, sponsor che ha introdotto delle
agevolazioni per gli abbonati, si piazza, con gli addetti alle vendite, poco
più in là e al passaggio di chi ha appena ritirato la propria tessera viene
proposta l’adesione alle offerte della partecipata del Comune. E, con il tasso
alcolico che è anche aumentato, il clima si arroventa, ma nessuno si fa nemmeno
sfiorare dall’idea di andare via e di ripassare successivamente, quando
l’afflusso al botteghino sarà meno consistente e più contenuto. La soglia dei
10553 abbonamenti, toccata l’anno passata, è destinata ad essere polverizzata
in un batter di ciglia, ormai. All’ora di pranzo la quota raggiunta è già di
9830, i diecimila sono scavalcati in breve nel pomeriggio. Si soggiorna sulle
panchine, si porge un saluto a chi non c’è più, al Memorial garden dedicato ai tifosi del Verona scomparsi che è stato
inaugurato nel maggio del 2011 e che si trova in uno degli spiazzi erbosi che
contornano il Bentegodi. E poi in tanti ti fermano e domandano: “Allora, ci tolemo? E Sforzini? Ma stavolta ghe la femo a ‘nar su”. L’Hellas, dopo
le stagioni oscure, negli ultimi due campionati ha ritrovato ambizioni e
speranze. I tifosi, quelli, mai li aveva persi. E adesso sono tutti lì, in coda
per vedere un Verona che sia grande.
Matteo Fontana
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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