Il difensore al Corriere di Verona: "Sono deluso dall'Aic. Ringrazio l'Hellas per il sostegno"

Racconta il proprio stato d'animo al Corriere di Verona in edicola oggi, Emanuele Pesoli. Tra poco saprà se sarà confermata o meno la squalifica di tre anni che gli è stata comminata per la presunta partecipazione alla tentata combine di Siena-Varese del 2011.

Pesoli è certo delle proprie ragioni e si dice fiducioso sulle possibilità di ribaltamento del verdetto di primo grado: "Devo esserlo. Anche se l’udienza di fronte alla corte di giustizia si è prolungata
per ore ho notato grande attenzione sul mio caso. Mi auguro che il collegio
tenga conto di quanto è stato detto".

Altrimenti il difensore è pronto a denunciare Gervasoni e Carobbio, i "pentiti" che l'hanno chiamato in causa: "Con il mio legale, l’avvocato
Paolo Rodella, stiamo considerando tutte le possibilità. Tra queste, in
particolare, l’ipotesi di agire in sede penale contro i miei accusatori,
denunciandoli per calunnia e diffamazione".

La delusione maggiore, per Pesoli, viene dall'Assocalciatori, tant'è che annuncia: "Nessuno mi ha chiamato,
nessuno mi ha detto nulla, non ho ricevuto neppure un messaggio di sostegno.
Che tristezza, già. Proprio per questo interromperò la mia iscrizione al
sindacato".

Mentre il Verona gli ha mostrato grande vicinanza, consentendogli anche di tornare (e restare) in gruppo al di là dell'esito del processo di secondo grado: "Sean Sogliano mi ha
manifestato tutto il proprio appoggio, mi ha fatto capire quanto la società sia
dalla mia parte. Con lui c’è un rapporto splendido, stima umana vera. E questo
mi dà forza".

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