Condizione atletica ancora incerta, giocatori poco aggressivi: analisi di un debutto incerto

Non è piaciuto a nessuno, il Verona al debutto. Neppure (e soprattutto) ad Andrea Mandorlini, che non ha mancato di evidenziare come questo Hellas sia lontanissimo da quello che vuole.

Da salvare c'è la qualità di Jorginho, sempre più impressionante per come sa abbinare alla corsa una tecnica raffinata. Da solo ha retto un centrocampo alla ricerca di se stesso. Rafael è stato decisivo in un paio di circostanze, Martinho e Grossi sono entrati con il giusto piglio. A guardare il bicchiere mezzo pieno, comunque, un pari fuori al termine di una prestazione opaca va più che bene, in attesa di tempi migliori.

I punti negativi da correggere sono numerosi. Cercando di elencarli in sintesi:

1) il Verona paga i tanti cambiamenti effettuati in sede di mercato, che fisiologicamente impongono un periodo più lungo per il miglior assemblamento della squadra, ma altrettanto evidente è che ci sono alcuni giocatori che non stanno bene.

2) Hallfredsson è il lontano parente di quello del girone d'andata dell'anno scorso, e il caldo equatoriale, che lui soffre più di tutti, l'ha disintegrato.

3) Bacinovic: elegante, astuto, intelligente. Sì, ma per nulla interditore. Non è e non sarà mai un Tachtsidis. Necessita di essere impostato in altro modo, altrimenti il Verona sarà sempre bucato al centro.

4) Fatic: la scommessa che è stata fatta su di lui da Sogliano e la fiducia che Mandorlini ripone nel montenegrino (lo voleva al Cluj e anche in inverno per l'Hellas) è tutta da vincere. La premessa è stata poco incoraggiante.

5) Tutta la linea difensiva ha balbettato, con Moras che deve recuperare la forma migliore e Crespo che spinge sì, ma che ha faticato da matti su Surraco.

6) La fase d'attacco è stata piatta. Rivas non copre, Gomez si è trovato intrappolato nella guardia alta del Modena. Bjelanovic vanta la grande considerazione di Mandorlini, ma al Braglia è stato un fantasma, senza parlare dell'espulsione che si è preso.

7) Non è stato, e questo è l'aspetto preminente, un Verona aggressivo. Il Modena l'ha messa sul piano della corsa e l'Hellas ha giocato con ritmi da salotto. La tecnica non basta: in B bisogna sbattersi su ogni pallone. L'agonismo è una password sempre fondamentale per vincere. 

8) Il giro palla è stato compassato, prevedibile. Piedi buoni tanti, ma la manovra deve essere più agile, altrimenti diviene di facile lettura per gli avversari.

9) Condizione atletica: il Verona è apparso molto pesante in parecchi giocatori. Il caldo è una scusante valida ma non sufficiente, dato che il Modena non aveva le magliette refrigeranti.

M.F.

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