La fiducia del presidente nel tecnico chiave per ottenere risultati
Tornato a Verona dopo una decina di giorni di assenza, Maurizio Setti ha parlato con la Gazzetta dello Sport, rilasciando alla rosea una lunga e dettagliata intervista. Tra i vari virgolettati, ce n'è uno che era particolarmente atteso.
Lo riportiamo per intero, a cominciare dalla domanda dell'inviato, Filippo Di Chiara: "Mandorlini ha portato il Verona in A, ma nel vostro rapporto ci sono stati alti e bassi: perché l'ha confermato?". Questa la risposta del presidente dell'Hellas: "Mandorlini in passato a Verona si è fatto carico di pressioni che andavano al di là dei suoi compiti. Ora c'è una scocietà ben strutturata e lui può dedicarsi solo ad allenare. E' bravo, quindi è giusto andare avanti con lui".
Le parole giuste, che nel nostro ultimo intervento avevamo invocato: "Andrea viene da esperienze choc in A: esonerato a Bergamo, silurato a Siena. Verona, però, è il suo mondo e la rotta sarà, dovrà essere un’altra, e di dubbi non ne ho. D’altronde all’Hellas c’è rimasto per questo, con l’appoggio di una parte della dirigenza con Maurizio Setti, presidente critico, che dovrà dargli fiducia vera al suo rientro dall’ultimo viaggio d’affari all’estero", scrivevamo una settimana fa.
Certe frasi di Setti, pronunciate pubblicamente in tv, erano state di tenore opposto alle ultime dichiarazioni che leggiamo. Che l'opinione del proprietario del club si sia modificata in questo periodo è fatto significativo. Meglio tardi che mai, ci permettiamo di dire.
Chiaro che chi caccia la grana ha tutti i diritti di esprimere pareri anche decisi, ma Setti era andato oltre nelle sue uscite a carico di Mandorlini, soprattutto perché si riferiva ad un tecnico che, piaccia o non piaccia, e magari non con un gioco frizzantissimo, l'obiettivo della A l'ha raggiunto. Il riconoscimento dei meriti, arrivato nella conversazione con la Gazzetta, è rilevante. E non è una questione di obblighi "morali".
Il Verona ha l'impegno di salvarsi in un campionato che sarà una giungla per quella che è pur sempre una neopromossa. Un addetto ai lavori, giusto ieri sera, mi confidava: "C'è una triade che deve funzionare se vuoi farcela: presidente, direttore sportivo, allenatore. Se tra una o più di queste parti c'è diffidenza non combini nulla di buono".
La nuova investitura che Setti ha dato a Mandorlini era necessaria ed è doverosa. Quanto alle critiche, che vengano fatte a tempo e luogo.
E adesso, Setti, Sogliano, Mandorlini: avanti uniti, perché è così che si vince.
P.S: Una precisazione per il colto e l'inclita al riguardo della linea editoriale della nostra testata. Non siamo abituati a fare sconti a nessuno, quindi, nel momento in cui ci sarà bisogno di evidenziare mancanze nella gestione societaria o tecnica, a tutti i livelli, o nei comportamenti di un giocatore sul campo, lo faremo sempre. Non ci piacciono i ritratti da piccolo mondo antico in cui tutti sono felici e si abbracciano per il (presunto) bene comune, né gli "amici" di convenienza, i capipopolo, i tribuni, i chiacchieroni. Prima di tutto, la ricerca della verità, anche quella più scomoda.
MATTEO FONTANA
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