Hellas 1903 News Live - La scomparsa di Bagnoli, Galderisi: "Ci voleva un mondo di bene", Marangon: "Vola in alto", il Genoa: "Lacrime"

Live - La scomparsa di Bagnoli, Galderisi: "Ci voleva un mondo di bene", Marangon: "Vola in alto", il Genoa: "Lacrime"

Redazione Hellas1903
La diretta nella giornata della morte del mister dello scudetto gialloblù

Lorenzo Fontana: “È un giorno di grande dolore. La scomparsa di Osvaldo Bagnoli mi rattrista profondamente. Ci lascia una persona autentica e un grande allenatore, che ha incarnato un calcio fatto di passione e valori e che, insieme a una squadra straordinaria, ha regalato a Verona il sogno più bello: uno scudetto entrato nella storia. Il mio pensiero va ai suoi familiari, ai suoi cari e ai tantissimi che gli hanno voluto bene. Osvaldo Bagnoli resterà sempre il grande protagonista dei momenti più belli dell’Hellas. La sua umanità, il suo stile e quella straordinaria impresa continueranno a emozionarci e a farci amare i colori della squadra. Grazie Mister”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana.

L'Inter su X: "FC Internazionale Milano esprime il proprio cordoglio per Osvaldo Bagnoli, indimenticato allenatore della Prima Squadra tra il 1992 e il 1994. Il Club si stringe attorno alla famiglia in questo momento di lutto".

Domenico Volpati: "È stato il mio maestro di calcio. L'ho avuto ben prima di Verona, già alla Solbiatese e al Como. E fu proprio lui a volermi a Verona. E da parte mia c'è gratitudine e riconoscenza. Essere così stimati e benvoluti da un allenatore così vincente mi riempie d'orgoglio".

Il Genoa: Genova, 17 luglio 2026 – Tutto il Genoa CFC si stringe alla famiglia esternando il dolore per la scomparsa, all’età di 91 anni, di Osvaldo Bagnoli, protagonista di imprese memorabili nella ultracentenaria storia del club. Nel formulare le più sentite condoglianze a nome della proprietà, delle gestioni precedenti e della comunità rossoblù, ricordiamo Osvaldo, patrimonio di tutto il calcio italiano, con eterna gratitudine tanto per i risultati ottenuti – un percorso che comprende il quarto posto nel ‘90/91 e la semifinale di Coppa Uefa nel ‘91/92, – quanto per la straordinaria eredità lasciata in termini di umanità, saggezza e serietà come da cifra identitaria.


Carissimo Mago, caro Osvaldo,

con le lacrime agli occhi, e l’anima in fuori gioco per la commozione, ti rendiamo il nostro ultimo saluto accompagnato da un grazie grande così. Grazie per averci fatto vivere emozioni indelebili guidando la nostra migliore squadra del secondo dopo guerra. Sei stato una luce accesa per illuminare la direzione, ci hai presi per mano e fatto solcare i cieli d’Europa. Sei stato una fonte di ispirazione inesauribile, come una dinamo, schierando gli schemi del buon senso e di una professionalità fuori classifica. Abbiamo avuto il privilegio di amarti alla follia e di avere un fuoriclasse in panchina e in sede. Fatti, non parole: il tuo stile. Gli insegnamenti che hai elargito rimarranno stampati negli almanacchi del calcio di ogni tempo. Addio. E che la terra ti sia lieve.   

Luciano Bruni a Tuttomercatoweb: "Il mio ricordo è semplice. Ricordo il mister come un padre silenzioso, campione di saggezza e di umiltà. Laddove c'era un calcio molto molto più semplice e meno artefatto di quello di oggi era una persona che ci ha insegnato tante cose, anche dal punto di vista comportamentale, oltre che calcistico. Non parlava tanto, ma quando parlava lo faceva nella maniera giusta, per farci capire determinate cose. Era importante e soprattutto ci ha insegnato dei valori importanti". C'è un aneddoto, un qualcosa di personale? "Il rapporto nostro era silenzioso: bastava uno sguardo, bastava guardarci negli occhi e si capiva tutto quello che voleva. Tant'è vero che percepivo la stima che aveva nei miei confronti pur quando mi lasciava magari in panchina, perché sapevo che lui da allenatore, egoisticamente, sapeva di avere Bruni sempre pronto a entrare in qualsiasi ruolo, a fare qualsiasi ruolo. Per me era una stima silenziosa che magari me la esternava, però io lo capivo. Mi viene da ridere adesso in un calcio pieno di tatticismi, con tanta tecnologia. A volte dava la formazione, diceva: 'Metti il numero 8 e fai il solito' come andare a prendere un caffè al bar. Poi magari veniva in disparte, dopo che aveva parlato e dato le indicazioni di come giocavano gli avversari e mi diceva: 'Mi raccomando, stai attento a quello lì, che sarebbe un mio compagno di squadra di cui non faccio il nome. Era un giocatore straniero, che praticamente secondo lui non era tanto ferrato. E mi diceva, in milanese: 'Mi raccomando, però gestisci il campo, perché quest chi l'è mica bun'. A me mi veniva da sorridere, perché poi era un giocatore nazionale. Insomma, nella sua silenziosità era anche simpatico, perché ti faceva morire. Qualche volta veniva a farsi la barba nel nostro spogliatoio dove c'era il lavandino. Veniva con questi sandali, modello frate, col calzino, la schiuma già in faccia.Una persona semplice e umana. Semplicissima e umile, però piena di valori. Questo è stato per noi Osvaldo Bagnoli, l'abbiamo amato e tuttora ci piange il cuore che ovviamente non c'è più. Ma rimarrà per sempre nei nostri cuori".

Su Facebook Luciano Marangon interviene così: "La notizia che non vorresti mai arrivasse, il nostro grande Mister ci ha lasciati 💔.

Vola in alto Osvaldo Bagnoli I tuoi ragazzi non ti dimenticheranno, rimarrai sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori Grazie Mister R.I.P .
Wiva Osvaldo Bagnoli 💛💙

Galderisi: a Tuttomercatoweb parla Nanu Galderisi: "Oggi è un giorno di grande dolore. Ero giovane, ho vissuto con lui parecchi anni, momenti belli e brutti. Mi porto dentro la sua schiettezza, il suo equilibrio, il suo parlar poco ma che diceva tutto. Mi ha insegnato a non dover strafare, ad avere un approccio semplice ma facendo le cose per bene. Ci proteggeva, ci voleva un mondo di bene. Bagnoli ha smesso col calcio a nemmeno 60 anni, quando poteva ancora dare qualcosa. "Non si rivedeva più in quel mondo, in quel calcio. Ed è un peccato per come sia finita all'Inter, perché chi lo aveva conosciuto lo aveva amato. Era carismatico e umano. E insisto sul fatto che era davvero un punto di riferimento: qualsiasi problema te lo risolveva in due parole. Aveva vero amore nei confronti dei suoi giocatori"

La FIGC e il presidente Giovanni Malagò piangono la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona campione d’Italia nella stagione 1984/85 e membro dal 2017 della Hall of Fame del Calcio Italiano morto oggi all’età di 91 anni.

L’ex allenatore, morto oggi all’età di 91 anni, nel 2017 era entrato a far parte della Hall of Fame del Calcio Italiano La FIGC e il presidente Giovanni Malagò piangono la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona campione d’Italia nella stagione 1984/85 e membro dal 2017 della Hall of Fame del Calcio Italiano morto oggi all’età di 91 anni. “La sua grande umanità – ha dichiarato Malagò nelle parole riportate dai canali ufficiali della FIGC – e la profonda conoscenza del calcio gli hanno permesso di guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi giocatori e di conquistare alla guida del Verona uno degli Scudetti più sorprendenti di sempre. Quell’impresa resta una delle pagine più belle e sentimentali del nostro calcio. Da grande allenatore qual era sapeva valorizzare i calciatori che aveva a disposizione, anteponendo sempre il gruppo alle individualità".

11.50: il comunicato del Verona: "Con infinita tristezza e commozione, Hellas Verona FC piange la scomparsa del proprio Presidente Onorario, Osvaldo Bagnoli, ora e per sempre Leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano.

Impossibile racchiudere in poche righe cosa ha rappresentato e rappresenta per l’Hellas Verona Osvaldo Bagnoli. Originario della Bovisa, quartiere operaio di Milano, e di umili origini, Osvaldo ha conservato in ogni sua parola e in ogni suo gesto un’umiltà che hanno ispirato rispetto e ammirazione da ogni persona e tifoso incontrato sul proprio cammino.

Dopo un inizio di carriera da giocatore al Milan, è proprio al Verona che Osvaldo si è imposto per quattro anni come mezz’ala dall’ottima predisposizione al gol. Appese le scarpette al chiodo nel 1973, se le riallaccia per diventare, immediatamente, allenatore della Solbiatese. Nelle esperienze a Como, Rimini, Fano e Cesena ottiene salvezze, promozioni e mostra le qualità che nel 1981 lo portano a incrociare nuovamente la strada del Verona che - dopo un decennio quasi ininterrotto di Serie A - fatica a tornare nella massima serie.

Pronti, via: l’estate dell’Italia Campione del Mondo in Spagna è anche quella in cui - al primo tentativo e al termine di una cavalcata esaltante - Bagnoli e il suo Verona tornano in Serie A, l’unica categoria frequentata dai gialloblù per le 8 stagioni successive. E non una Serie A “qualsiasi”. La migliore di sempre, dove il piccolo grande Verona del piccolo grande Osvaldo conquisterà tre partecipazioni alle coppe europee (due UEFA e una dei Campioni) e due finali di Coppa Italia.

Ma è nella stagione 1984/85, naturalmente, che si compie il capolavoro assoluto di Bagnoli e del Verona, prima e tutt’ora unica squadra di città non capoluogo di Regione a conquistare lo Scudetto nella Serie A a girone unico. Un’impresa mai troppo celebrata, che tutti i protagonisti, nessuno escluso, attribuiscono prima di tutto al mister.

Negli ultimi anni di vita, i meritati riconoscimenti: la Hall of Fame del Calcio Italiano della FIGC nel 2017, il titolo di Presidente Onorario dell’Hellas Verona nel 2018.

Col suo carattere semplice e l’intelligenza acutissima, il suo broncio dolce e concentrato che, in quel dodici maggio 1985, si aprì nel sorriso più bello e vero che la nostra città abbia mai visto.

Sei il più Grande di tutti.

E ci manchi già, Osvaldo

Hellas Verona Football Club".

 

11:00: Si è spento Osvaldo Bagnoli. A 91 anni se ne va l'uomo che ha costruito la leggenda dell'Hellas, il tecnico della squadra campione d'Italia nel 1984-85, per nove anni alla guida del Verona. Seguono aggiornamenti.