L'attaccante campione d'Italia con il Verona nel 1985 ricorda lo storico tecnico: "Mi porto dietro la sua schiettezza e il suo equilibrio. Pur parlando poco diceva tutto"
Intervistato da Tuttomercatoweb, Giuseppe Galderisi ha parlato del suo rapporto con Osvaldo Bagnoli, ricordando il miracolo gialloblù con la vittoria della Serie A 1984/1985.
"Oggi è un giorno di grande dolore, ero giovane ho vissuto con lui parecchi anni, momenti belli e brutti. Mi ha insegnato a non dover strafare, ad avere un approccio semplice ma facendo bene le cose".
L'attaccante capocannoniere con 11 reti in quella indimenticabile annata, ha parlato così del gruppo che si era creato con Bagnoli: "Fu un miracolo partito dalla Serie B in cui Bagnoli è stato fondamentale. Non era una questione di campo, bensì di spogliatoio. E in quello spogliatoio erano tutti uomini che lui personalmente aveva scelto. E questo ha fatto la differenza, perché puoi anche parlare di tecnica o di tattica, ma la differenza la fanno i giocatori, la compattezza del gruppo, la voglia di stare insieme e lui ci aveva trasmesso tutto questo. Era sempre presente e noi ci appoggiavamo a lui, nel bene e nel male. Noi eravamo lo specchio di quel che era lui: puliti, veri e fieri".
Galderisi ha parlato anche del ritiro dal giro delle panchine di Bagnoli, avvenuto nel nel 1994 all'età di 59 anni, nonostante altre offerte e opportunità per continuare ad allenare: "Non si rivedeva più in quel mondo, in quel calcio. Ed è un peccato per come sia finita all'Inter, perché chi lo aveva conosciuto lo aveva amato. Era carismatico e umano. Era davvero un punto di riferimento: qualsiasi problema te lo risolveva in due parole. Aveva vero amore nei confronti dei suoi giocatori".
Per finire lo ricorda così: "Per molti anni l'ho avuto alla mia sinistra sul pullman. E ricordo che nei viaggi si parlava anche di altro. Il suo comportamento faceva la differenza e mi porto via tanta gioia e sono orgoglioso di averlo conosciuto e avergli dato quello che avevo" -
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