Dominati dagli avversari, i gialloblù hanno il solo merito di credere nell'ultima azione che porta il pareggio

Il Verona strappa un punto ad Empoli. Lo fa giocando male, dando sempre l’impressione di essere inferiore all’avversario. Per gioco, per idee, per carattere, per fiato. Il Livorno, intanto, batte il Sassuolo e torna a più 6.
Riesce dunque all’Hellas di avere la buona sorte di domenica scorsa, quando giocando male ha vinto con la Juve Stabia. Oggi, non giocando, e con una sola azione di senso compiuto, è riuscita al 95’ a non perdere una partita sempre sotto scacco dell’avversario.
I primi venti minuti il Verona li fa in apnea. E’ impressionante la forza d’urto dei toscani che creano quattro nitide occasioni da rete con estrema facilità. L’inferiorità del Verona è addirittura imbarazzante. C’è il solo Rafael che respinge tutto: su Tavano (che sbaglia clamorosamente davanti a lui) poi su Saponara e Signorelli. In mezzo c’è un fendente di Moro che accarezza il palo. E’ l’istrionico e bravissimo Riccardo Saponara a mettere il piede in tutte le azioni pericolose. Il numero 8 dell’Empoli è inafferrabile, se non con le cattive maniere.
I gialloblù semplicemente non giocano, Bordin si sbraccia mentre Mandorlini osserva dalla tribuna. Anche Sogliano confabula spesso col vice allenatore. Servirà a poco. Solo Hallfredsson, che alla fine merita la sufficienza assieme a Rafael, tenta di mostrare cuore e orgoglio. Ceccarelli buca spesso, Abbate pure. Anche Albertazzi ci capisce poco e si becca un giallo per un fallo sull’indiavolato Saponara. Che, al 12’ della ripresa, si beve Abbate e infila Rafael pressoché dalla linea di fondo. Che talento questo ragazzo.
Grossi gioca dietro a Cocco e Cacia, che non la vedono mai. Infatti Grossi esce, entra Cacciatore, poi, pigliato il gol, esce Abbate per Bojinov. Mah, cambiano gli uomini ma non la musica. L’orchestra la dirige l’Empoli, che sfiora il due con Tavano.
L’unico plauso ai gialloblù va al fatto di averci creduto in quell’ultima azione. Quando, al 95’, Hallfredsson lancia Cacia che appoggia per Ceccarelli: botta e rete. L’ormai insperato pari evita giudizi molto più pesanti. Perché alla fine è 1-1.
A questo punto, però, ci sono due soluzioni: sperare che il periodo dell’involuzione passi da solo, visto che il Verona non è all’altezza da troppo tempo. Oppure, cercare di sterzare bruscamente per riacciuffare un treno che sta viaggiando a velocità doppia verso la A. E per far questo, vista la pochezza espressa da molti in campo, servono soluzioni nuove dal mercato per Mandorlini. Giocatori più adatti al suo modo di vedere il calcio, che oggi non si è visto.

Andrea Spiazzi

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