Cresciuto nel River Plate, paragonato a Mascherano, la nazionale di Sabella lo segue

Un talento puro, quello di Ezequiel Cirigliano.

 

Lo assicurano gli addetti ai lavori più attenti al campionato argentino. A quello che tra poche ore potrebbe essere il nuovo perno di centrocampo dell'Hellas viene pronosticato un grande futuro.

 

In cinque punti, la sua descrizione e la sua storia.

 

1) Nato nel 1992, si è formato nel River Plate. Ha sempre giocato nei Millonarios, esordendo in una gara con l'Atletico Tucuman.

 

2) Il suo maestro è Matias Almeyda (a lanciarlo era già stato Leonardo Astrada), che gli ha consegnato le chiavi della mediana del River. Almeyda, ora allenatore emergente, da giocatore, in Italia, ha disputato grandi stagioni soprattutto con la Lazio e a Parma, vestendo anche le maglie di Inter e Brescia. Ruolo: centrocampista di interdizione. Proprio come Cirigliano.

 

3) L'accostamento più frequente, per Cirigliano, è quello con Javier Mascherano. Entrambi sudamericani dallo stile molto europeo, tutti e due cresciuti nel River Plate.

 

4) Con il River ha vissuto il periodo nero della Primera B, con la retrocessione della squadra dalla massima divisione del calcio argentino. Cirigliano ha offerto un contributo decisivo per riconquistare il posto perduto.

 

5) Da sempre nel giro delle nazionali giovanili, è monitorato con costanza da Alejando Sabella, commissario tecnico della Seleccion. Un grande campionato in Italia sarebbe il modo migliore per Cirigliano per candidarsi ad entrare nella lista dei 23 che indosseranno la maglia albiceleste al mondiale brasiliano dell'anno prossimo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua la lettura