Tensione a Livorno, alcuni tifosi dell'Hellas in trasferta insultano la memoria del giocatore deceduto ad aprile

Momenti di tensione prima dell’inizio della partita Livorno-Verona tra le forze dell’ordine e un gruppo di ultrà veneti che ha tentato di scendere dal proprio pullman all’altezza del lungomare livornese per cercare il contatto con i tifosi avversari. È stata necessaria una piccola carica per costringere i più facinorosi a risalire sul mezzo e condurlo fino allo stadio. Nel settore ospiti del «Picchi» trovano posto circa 700 ultrà gialloblu e le due tifoserie sono acerrime nemiche, divise anche da contrapposizioni politiche.

E verso la fine del primo tempo un gruppo di ultrà del Verona ha scandito un coro di insulti verso Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto lo scorso anno a Pescara durante una partita. Il coro è stato appena percepito dal resto dei tifosi presenti allo stadio, ma non è sfuggito alla Digos della questura livornese che ha filmato gli autori, i quali hanno concluso la performance con saluti romani e slogan fascisti.

La questura ha poi fatto sapere di avere immediatamente informato gli ufficiali di campo e la procura federale del comportamento tenuto dai tifosi veronesi, che sono stati ripresi dalle telecamere di sicurezza. Poco prima, invece, nella curva livornese era stato esposto uno striscione contro i veronesi sul quale campeggiava la scritta: «Fascio tesserato servo dello Stato».

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