Sempre nei cuori dei veronesi, Zigo. Lui, da Oderzo, sua terra natale, manda eterne parole al miele ai tifosi gialloblù e all'Hellas: "Sapete che ho quei colori dentro di me. E' come se non me ne fossi mai andato via". E così, nella corsa alla serie A della squadra di Mandorlini, Gianfranco Zigoni legge i […]

Sempre nei cuori dei veronesi, Zigo. Lui, da Oderzo, sua terra natale, manda eterne parole al miele ai tifosi gialloblù e all'Hellas: "Sapete che ho quei colori dentro di me. E' come se non me ne fossi mai andato via". E così, nella corsa alla serie A della squadra di Mandorlini, Gianfranco Zigoni legge i migliori auspici: "Troppo forti per tutti. Si è visto anche con il Sassuolo: non c'è stato paragone, anche se l'avversario era sicuramente di grande valore. Questi sono calciatori che si allenano da soli, tanta è la loro qualità".

Uno Zigo che ricorda come questo Verona sia simile a quello poi promosso nel 1974-'75. Ma, allora, dovette centrare la A allo spareggio, a Terni, vincendo per 1-0 col Catanzaro: "Ma noi commettemmo l'errore di considerare quel campionato come già vinto. Eravamo di un altro pianeta. E arrivammo alla fine, alla partita decisiva con il Como, che eravamo cotti. Con il Catanzaro però non faticammo: ci pensò il mio vecchio amico Roberto Mazzanti a far gol e a sistemare la cosa".

E il Verona di adesso non avrà uno Zigoni in campo, ma di giocatori di alto livello ce ne sono: "Mi piace Gomez. Mi somiglia in certe numeri che fa, ma molto alla lontana, eh...", scherza subito lui.

Quanto a Mandorlini, Zigo osserva: "Ha un unico grande compito: andare in serie A con il Verona. Tutto il resto non mi interessa e non do nessun giudizio".

Infine, l'amarcord: "Lo so che avrei potuto segnare di più, vincere di più, ma a me stava bene così. Avevo i miei cali: troppe notti, troppo buono l'amarone. Ma alla gente sono sempre piaciuto in questo modo, e io non potevo certo essere diverso".

Matteo Fontana

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