Il capitano dello scudetto tra ricordi, il calcio di oggi, e la stagione in corso del Verona

Il Capitano. Roberto Tricella lo
fu dell’Hellas 84-85. Amatissimo dal popolo gialloblù di quegli anni. Idolo per
quel che sapeva fare in campo e per come lo faceva. Con classe sopraffina,
eleganza. Da vero campione faceva le cose difficili facendole apparire
semplici. Libero ma anche primo centrocampista nell’andare ad impostare. Fuori un
ragazzo alla mano, spiritoso, scanzonato, colto. Un leader vero. Scuola Inter,
lasciò Verona nell’’87 dopo 8 stagioni in gialloblù, per andare alla Juve. Ma
il tricolore lo conquistò solo in riva all’Adige, da dove fu chiamato anche in
nazionale, prima da Bearzot, poi da Vicini.

“Per questo Verona non si
cancella dall’anima – ci dice in un’intervista alla trasmissione “Fuorigioco”
su Radio Verona – e mi scatena sempre forti emozioni solo a nominarla”. Un mese
fa Tricella fu ospite alla presentazione del libro “La maglia gialloblù” (foto)
dopo molto tempo che non si vedeva a Verona.

Sono tanti gli interventi degli
ascoltatori, e le domande. Giovanni scrive uno sms: “Tifavo anch’io il grande
Verona, ma poi, deluso per alcuni episodi extracalcistici, passai a sostenere
il Chievo”. “Non esiste cambiare squadra se sei un tifoso – gli fa il Trice –
io prima di giocare ero milanista e lo sono tutt’ora. Naturalmente seguo anche
le vicende del Verona, mi aggiorno sempre”.

Oggi i difensori fanno maggiori
errori, secondo un altro ascoltatore. “Il calcio è più veloce, frenetico –
risponde Tricella –e ciò penalizza i difensori. In generale vedo troppa
aggressività, con dei falli stupidi al limite dell’area che forniscono le
occasioni agli avversari per segnare su punizione. Bagnoli ci diceva sempre di
non entrare mai duro vicino all’area, piuttosto di sparare la palla in out.”

Perché di quel gruppo nessuno fu poi
mai coinvolto nella dirigenza della società? “E’ una domanda che mi sono sempre
fatto, e alla quale non ho mai trovato una risposta” dice, laconico.

E il Verona di oggi? “ L’ho visto
solo due volte. Mi è parsa una squadra equilibrata. Il campionato si deciderà
in Primavera, per ora Sassuolo e Livorno stanno andando più forte, ma non è
detto che entrambe tengano. Bojinov al Vicenza? Peccato, proprio agli ‘odiati’
cugini” scherza, come ama sempre fare.
Come quando faceva l’imitazione di Jerry
Lewis, come quando prendeva in giro, col suo inconfondibile accento milanese,
la pelata di Pierino Fanna. Ma in campo portò, assieme a quel meraviglioso gruppo,
Verona ad essere Campione, a giocare in Europa, ad entrare nel cerchio delle
grandi. E quello non fu uno scherzo.

 

Andrea Spiazzi

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