Hellas 1903 News La barzelletta di Bowie incedibile, il Verona continua a essere carpigianamente e presidianamente il Verona

La barzelletta di Bowie incedibile, il Verona continua a essere carpigianamente e presidianamente il Verona

Andrea Spiazzi
Nulla è cambiato: spese contenute e vendere-vendere. L'Hellas punta alla promozione "low cost"

Bowie incedibile, a meno di un’offerta di oltre 20 milioni. Qualcuno scrisse così poco più di un mese fa. Ora, al di là della barzelletta degli oltre 20 milioni per un ragazzo che deve ancora dimostrare molto, fa tristemente sorridere che ci sia chi abbia voluto credere a un Verona improvvisamente diverso dopo la retrocessione. Diverso dal Verona settiano e di Presidio, appunto, che, come da vecchio copione, ha già dichiarato “promozione sì ma occhio al bilancio”. A dire: di spendere cifre elevate non se ne parla. E se offrono, anche solo il giusto, si vende eccome.

Bowie è partito a razzo per Sassuolo per una cifra di circa 10,5 milioni (ben presi, per carità). Pagati 6,5 all'Hibernian, la plusvalenza è di 4, meno il 15 per cento da dare al club scozzese sono 3,4 ml. Niente di enorme. Le buone qualità mostrate e la stima di Baroni non sono valse a tenerlo di fronte a un’offerta non certo irrinunciabile.

Magari farà meglio di lui Samuele Mulattieri, che arriva in prestito con obbligo in caso di bla bla bla. Un talismano delle promozioni dalla B alla A avendone già centrate tre. 4 gol in 29 partite al Deportivo non sono gran cosa, (l'anno prima 9 in 32 nel Sassuolo capolista di Fabio Grosso) ma la speranza, ed evidentemente la convinzione della società, è che qui sarà il bomber della sua quarta promozione.

In attesa della cessione di Belghali al miglior offerente, l’Hellas potrebbe tenere dei buoni pezzi dello scorso anno. Buoni pezzi per la B, s’intende. Non troppi, forse meglio. Le scorie di una retrocessione lenta e depressiva potrebbero essere molto pericolose.

Le cosiddette certezze ci sono: Baroni e Sogliano. I due ripartono dopo cocenti delusioni: esonero con la prima big allenata e peggior retrocessione della storia del Verona. Fattori che possono però fungere da jet fuel per un riscatto immediato sotto la loro direzione. In economy class, ovviamente.

Per cancellare l’onta serve la promozione immediata e mettiamoci pure la salvezza 2027/28, giusto per riportare le cose in ordine. Che Setti, per via di “verza” e di capacità, la A almeno l’aveva tenuta per 7 anni di fila, anche se, dopo il 2022, in perpetuo regime di acqua alla gola.

Riuscire a centrare il riscatto, nella stagione che è alle porte, è totalmente responsabilità del fondo americano e delle sue scelte, dopo la rovina dantesca 25/26, che certamente non è stato un bel biglietto da visita degli Investors nella città resa immortale dallo scudetto di Osvaldo Bagnoli e dei suoi ragazzi a cui ci siamo tutti stretti di recente. Un altro campionato al di sotto delle aspettative sarebbe la conferma della pochezza di chi ora ha in mano l'Hellas Verona.