Giallorossi vicini al baratro della Lega Pro dopo l'arringa del pm
Il Grosseto mantiene qualche speranza di evitare la retrocessione a tavolino in Prima Divisione. Più dura si fa per il Lecce, sotto accusa, con l'ex patron Pierandrea Semeraro (nella foto) per la presunta combine del derby vinto col Bari nel 2011, partita che si ricorda per il famigerato autogol di Masiello.
Il pm federale, Stefano Palazzi, nella sua requisitoria ha riportato per intero tutto l'impianto del primo grado, quello che ha portato alla condanna alla Lega Pro dei giallorossi. Queste le sue parole di fronte alla corte di giustizia: "Ci sono convergenti dichiarazioni di Masiello e Carella su un incontro con Carella e Giacobbe. Ci sono i tabulati telefonici e c'è coerenza logica e palmare su interesse diretto della società e non solo del Quarta come scommettitore. Agli atti c'è anche il patto convenzionale con Vives con la pacca sulla spalla. Si arriva al 22 agosto, dopo la contestazione, poi Masiello, Giacobbe e Carella incontrano di nuovo Quarta all'hotel Tiziano. Masiello fa valere l'autorete, e da un accordo iniziale si arriva a una transazione con un assegno di 220 mila. Masiello dice 200mila euro circa, ma noi sappiamo che ai 200 mila euro c'è impegno di Quarta ad arrivare a 220 mila euro".
Continua Palazzi: "C'è riscontro scientifico e palmare su tabulati e riscontri bancari. In sede di appello è stato prodotto un preliminare di vendita di un immobile, ma il preliminare è successivo di 20 giorni e per offrire a alla parte contraente e acquirente va trascritto. Nel caso il preliminare fosse stipulato nell'interesse di Semeraro non si capisce perché un imprenditore debba corrispondere l'intera cifra pattuita molto prima del termine prefissato. La presenza di Semeraro non può essere casuale".
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