Il futuro patron dell'Atalanta fu vicinissimo a rilevare l'Hellas

Si è spento dopo una lunga malattia Ivan Ruggeri.

Per anni patron dell'Atalanta, l'imprenditore bergamasco era stato vicinissimo all'acquisto del Verona nel 1993. 

Una trattativa serrata con l'allora proprietà gialloblù, formata dalle famiglie Mazzi e Ferretto. In campo, quello era l'Hellas "rifondato" da Nardino Previdi, con Pippo Inzaghi e Gianluca Pessotto, tra gli altri. E poi i giovani prodotti del vivaio Fattori e Guerra, Claudio Lunini in attacco, Gianni Cefis a centrocampo, Bortolo Mutti in panchina.

Ruggeri si incontrò più volte con gli esponenti della società allora di stanza al mitico Cancello E del Bentegodi. La chiusura dell'accordo era ormai delineata, fu persino convocata una conferenza stampa in cui avrebbe dovuto arrivare l'annuncio dell'entrata nel pacchetto azionario di quell'industriale che era entrato nell'immaginario tifoso perché lo si vedeva guidare una potente Lamborghini.

Poi, all'improvviso, non se ne fece più nulla. Ruggeri si ritirò, l'assetto del Verona rimase invariato.

Pochi mesi dopo ci fu l'acquisto dell'Atalanta, club al cui vertice Ruggeri è rimasto fino a quando è stato vittima dell'emorragia cerebrale che l'ha colpito nel 2008. Tra l'altro, con lui presidente, i nerazzurri hanno conquistato la promozione in A con Andrea Mandorlini come allenatore, nel campionato 2003-2004.

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