Il tecnico alla Gazzetta: "E ora voglio la A con il Verona"

Intervista ad Andrea Mandorlini, nell'edizione della "Gazzetta dello Sport" in edicola oggi. 

Una pagina dedicata al tecnico del Verona, non solo per i risultati ottenuti con l'Hellas, quanto per la fama di "antipatico" che in molte parti d'Italia gli è stata data e che lo porta a essere spesso beccato dal pubblico avversario.

Mandorlini osserva: "Io non sono ipocrita, dico quello che penso. Come Mourinho e Zeman".

L'allenatore del Verona aggiunge: "Antipatie? Io non mi diverto. Dico cose che mi fanno sembrare così, ma non ci tengo di sicuro. Ci metto sempre la faccia".

Un passo indietro su alcuni fatti che hanno messo Mandorlini, suo malgrado, sotto i riflettori, a cominciare dal caso del "Ti amo terrone" dell'anno scorso: "Chiedo scusa, non volevo offendere. E' stata una goliardata. Prima di quella partita (con la Salernitana, ndr) avevo ricevuto minacce di morte. Con ironia, un mese e mezzo dopo, ho cantato quella canzone con i tifosi".

Sulle parole pronunciate prima di Livorno: "Non era la prima volta che andavo a Livorno, ho sempre preso valanghe di insulti. Io non ho detto che li odio". E su chi ha collegato le sue frasi ai cori contro Morosini: "Vergognoso collegare le due cose: quei dieci deficienti hanno fatto una cosa assurda".

Ma c'è da pensare al campo e a una stagione in prima fila per la A: "Noi e il Sassuolo siamo favoriti. Io spero di tornare in serie A con il Verona. Io penso solo a far giocare e vincere la mia squadra, non ho paura di nulla".

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