La Procura aveva chiesto 50mila euro di multa per il caso Livorno

Sanzionata con 5000 euro la società, ma il Verona può dire di aver scampato un pericolo maggiore. 

La Procura Federale aveva infatti richiesto 50mila euro di ammenda a carico dell'Hellas.

L'avvocato del club, Stefano Fanini, è riuscito a evitare una batosta pesante, la Disciplinare si è espressa con una punizione molto più ridotta.

Questo il contenuto per esteso del dispositivo emesso.

"Con nota del 22/10/2012, il Procuratore federale ha deferito a questa Commissione la 
Società Hellas Verona FC Spa, per rispondere ai sensi dell’art. 4, comma 2, e dell’art. 5, 
comma 2, del CGS a titolo di responsabilità oggettiva, e ai sensi dell’art. 11, commi 3 e 4 
del CGS, a titolo di “responsabilità concorrente”, per i comportamenti ascrivibili al proprio 
tesserato, Sig. Andrea Mandorlini e trascritti in seno all’atto di deferimento. Infatti, in 
conseguenza della intervista pubblicata dal quotidiano “La Gazzetta dello Sport” del 
20/10/2012 avente contenuto tale da violare i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni 
rapporto riferibile all’attività sportiva, il Procuratore federale provvedeva a deferire il Sig. 
Andrea Mandorlini (quale Tecnico della Società e autore della intervista) e la Società 
Hellas Verona FC S.p.A. (per responsabilità oggettiva)".

" FIGC Commissione disciplinare nazionale  -  S.S. 2012-2013 
 
 
Con decisione del 19/12/2012 la Commissione disciplinare del Settore Tecnico applicava 
nei confronti del Sig. Andrea Mandorlini, ex art. 23 CGS, le seguenti sanzioni: squalifica 
fino al 31/01/2013; ammenda di € 20.000,00; prescrizione al Sig. Mandorlini di affermare 

 
con convinzione, fermezza e serietà in tutte le interviste televisive su reti nazionali pre e 
post gara, o comunque con altri mezzi, di credere fermamente nel rispetto dei valori 
sportivi e della funzione di unificazione sociale del calcio per almeno sette gare effettive di 
campionato, una volta scontata la squalifica".

"La Società Hellas Verona FC Spa, a fronte del proprio deferimento, depositava Memoria 
difensiva in atti, sostenendo:
 - il ravvedimento del Sig. Andrea Mandorlini e le proprie scuse formali a fronte di un 
comportamento non lesivo nel linguaggio adottato, se mai poco diplomatico, che 
comportava il conseguente rammarico per la situazione creatasi e per il fraintendimento 
delle parole pronunciate, dichiarando altresì di aver optato per il Tecnico per il 
patteggiamento solo per opportunità procedurale e non per ammissione della colpa; 

- la contestualizzazione dei fatti in ragione delle frasi rese che non intendevano ledere lo 
spirito sportivo, ma che dovevano essere giustificate da una precedente esperienza 
tecnica del Sig. Andrea Mandorlini con la AC Spezia, sodalizio notoriamente avversario 
del Livorno al punto che il Tecnico (in epoca pregressa) aveva attirato l’antipatia dei tifosi 
livornesi, successivamente stemperati grazie al comportamento del Sig. Mandorlini; 

- la eccessività del deferimento in relazione alla portata dei fatti, poiché ingiusto ed 
esagerato all’esame del tenore letterale della intervista rilasciata anche in confronto con il 
testo temperato della stessa intervista pubblicato da altri  giornali;   
- la errata imputazione della responsabilità oggettiva a carico della Società di 
appartenenza del Tecnico, attraverso un taglio interpretativo dell’art. 4 CGS che 
condurrebbe alla esclusione della estensione responsabile per i fatti commessi dal 
tesserato, mediante il richiamo alle enunciati fonti costituzionali, civili e amministrative che 
indurrebbero a ritenere la Società esente da colpa per responsabilità oggettiva; 
- una ulteriore analisi lessicale dei singoli fatti e delle violazioni contestate che avrebbe 
dovuto indurre la Commissione ad applicare un sereno atteggiamento assolutorio. 
Concludeva pertanto la Società in via principale per il rigetto di ogni addebito e 
contestazione, con conseguente proscioglimento; in via subordinata per l’applicazione 
delle attenuanti nella minima sanzione attesa anche la mancanza di recidività dei 
comportamenti contestati; in via istruttoria per l’ammissione della articolata prova 
testimoniale".

"All'odierna riunione, è comparso il rappresentante della Procura federale, il quale ha 
concluso per l’accoglimento del deferimento e a tal fine ha chiesto irrogarsi nei confronti 
della Società deferita la sanzione dell’ammenda di € 50.000,00 (€ cinquantamila/00); è 
comparso altresì il difensore della Società, il quale si è riportato alle memorie depositate 
nei termini e alle conclusioni in esse riportate. 
Il deferimento è fondato e va accolto. 
A prescindere dalla procedura di patteggiamento adottata dinanzi alla Commissione 
disciplinare del settore Tecnico relativamente alla posizione del Sig. Andrea Mandorlini, i 
fatti a lui contestati non meritano peculiare approfondimento in quanto risultano lesivi, per 
il senso e per le parole dette e riportate nelle interviste, dei principi di lealtà, correttezza e 
probità in ogni rapporto riferibile all’attività sportiva.  
Tuttavia sussistono elementi scriminanti che vanno tenuti in debita considerazione ai fini 
della sanzione da applicare alla Società a titolo di responsabilità oggettiva".

"In merito alla sussistenza dell'istituto concernente la responsabilità oggettiva, ritiene 
questa Commissione, condividendo principi ormai consolidati nelle decisioni degli Organi 
di giustizia sportiva, che non possa essere messa in discussione la piena vigenza, nel 
sistema attuale, della responsabilità oggettiva delle Società, “che consegue in modo 
automatico a quella personale del tesserato che ha posto in essere la condotta 
giuridicamente rilevante… il tutto senza poter attribuire rilievo, per definizione, alla 
sussistenza dell’elemento psicologico dell’illecito”. 
La norma in tema di responsabilità oggettiva, di cui all’art. 4, comma 2, CGS, laddove 
stabilisce che le Società sono oggettivamente responsabili agli effetti disciplinari 
dell’operato dei propri dirigenti, soci o tesserati (e comunque dei soggetti che da esse 
direttamente dipendono), pone, in concreto, un principio di carattere generale, pilastro 
fondamentale dell’Ordinamento sportivo calcistico.  
Quanto alla legittimità dell’istituto della responsabilità oggettiva come sopra delineato e al 
diritto di sopravvivenza di esso nell’Ordinamento sportivo, questo Organo giudicante 
ritiene dover applicare puramente e semplicemente la norma in esame, non essendo 
titolare del potere di sindacarne la legittimità alla luce dei principi generali degli 
ordinamenti sovraordinati, ovvero di disapplicarla".

"È opportuno tuttavia prendere atto che la FC Hellas Verona ha recentemente adottato una 
serie di comportamenti virtuosi atti a limitare l'incidenza di simili comportamenti in ambito 
sportivo: di tali atteggiamenti si deve tener conto ai fini della sanzione.  
In considerazione di quanto sopra, la Commissione ritiene equa e proporzionata ai fatti 
contestati la sanzione di cui al dispositivo.  
P.Q.M. 
La Commissione disciplinare nazionale accoglie il deferimento proposto e, per l’effetto, 
commina alla Società Hellas Verona FC Spa la sanzione dell’ammenda di € 5.000,00 (€ 
cinquemila/00)". 
      

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