hellas1903 il visto da noi Aspettando rinforzi, il mercato del Verona inizia da chi c’è già

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Aspettando rinforzi, il mercato del Verona inizia da chi c’è già

Aspettando rinforzi, il mercato del Verona inizia da chi c’è già - immagine 1
Serve valorizzare i giocatori in rosa e recuperare presto gli infortunati. In attesa di nuovi arrivi
Matteo Fontana
Matteo Fontana Coordinatore di redazione 

Torna dalla partita con la Cremonese con un punto, il Verona, con un pareggio colto in mezzo alle difficoltà per le assenze.

Non è questo il risultato che manca in questo periodo, bensì altri. Con il Torino, la prova della squadra è stata pessima. Con la Lazio, l'Hellas si è buttato via. Con il Bologna, ha mostrato una fragilità eloquente.

Così, siamo a parlare di una squadra che è ultima in classifica dopo ventuno giornate, con la difesa più battuta del campionato (34 gol presi, come il Torino), che in dieci incontri è rimasta a secco di segnature ed è in fondo anche nella differenza reti (-17).

Il Verona non è lì, a 14 punti, per caso, per qualche sortilegio. Evidentemente, questo  è quanto ha saputo esprimere. Il resto sono alibi che non aiutano di certo a risalire la classifica.

Il mercato è un'esigenza che parte da chi c'è già, in questo Hellas. Servono rinforzi calibrati (un attaccante di struttura, un uomo d'ordine a centrocampo. Un ragionamento chiaro va fatto sul portiere, tanto più vista la scelta di schierare Perilli al posto di Montipò, a Cremona). Ma serve, ulteriormente, che vengano espresse le qualità dei giocatori che ci sono.

Allo Zini si è visto che Slotsager ha i mezzi del talento, che Ebosse ha esperienza e mestiere. Non avevano avuto spazio e si parlava di necessarie uscite per entrambi. Al debutto, Lirola ha dimostrato di poter garantire un apporto solido.

Ci sono da recuperare gli infortunati, in un elenco di indisponibili che si è allungato a dismisura in questa fase di crisi. Bella-Kotchap, Belghali, Valentini, Al-Musrati. Akpa Akpro, di cui quasi ci si è dimenticati. L'ingresso di Serdar, ieri, ha dato un segnale diverso, con il tedesco che ha dimostrato che, forse, si è ripreso dai guai fisici che l'hanno tormentato in questi mesi. E un discorso analogo è da ricalcare per Harroui.

L'Hellas, per scelta dirigenziale, poco o nulla ha comunicato su tutti questi problemi. La cosa non ha di certo giovato, alimentando perplessità.

I primi "acquisti" del Verona devono essere questi. Chi è mancato, chi poco o nulla è stato schierato. E lo devono essere, a maggior ragione, a meno di due settimane dalla chiusura del mercato invernale, dato che si è capito che di investimenti cospicui da parte della proprietà non ce ne saranno. Va ricordato che ci sono degli obblighi di lista da rispettare, che l'Hellas, come qualunque altro club, non può comprare, allineare giocatori senza liberare spazio nell'elenco degli impiegabili.

Vendere è necessario, se si parla di chi non rientra nei piani tecnici. Come lo è, certamente, valorizzare appieno le capacità che ci sono e aggiungere quel che serve perlomeno per lottare per una salvezza che, ad ora, pare più lontana dei 3 punti che separano il Verona dalla soglia su cui sono Fiorentina e Lecce, ossia dall'ipotesi dello spareggio.

Di qui passano le possibilità e le speranze dell'Hellas di restare in Serie A.