hellas1903 il visto da noi Povero Verona come sei finito male, solo 4 anni fa arrivavi al nono posto

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Povero Verona come sei finito male, solo 4 anni fa arrivavi al nono posto

Andrea Spiazzi
Andrea Spiazzi Direttore 
Presidio dovrà dare segni di presenza forte, con uomini nuovi ai posti di comando e un’idea chiara di riscatto per il futuro

(3-4-2-1): Montipò; Casale, Gunter, Ceccherini (Dawidowicz); Faraoni, Ilic, Veloso (Tameze), Lazovic; Barak, Caprari; Simeone.

Questa la formazione del Verona che nel 2022 con Tudor arrivò nona in campionato. Dopo due stagioni ancor più esaltanti (perché con calciatori meno forti in attacco) con Juric (nono e decimo posto), l’Hellas diretto da Tony D’Amico incuteva timore a chiunque e menava calcio su tutti i campi coi tre tenori a sverniciare i portieri avversari.

Con intuizioni geniali come l’ingaggio di Barak (prestito con obbligo a 6 ml), Caprari (diritto opzione e obbligo) e Simeone (prestito con diritto), D’Amico portò per la seconda volta i gialloblù al massimo risultato nel nuovo millennio dopo il Verona di Prandelli (nono anch’esso).

Tutto finì con Setti che, preoccupato dai costi di gestione e dal dover guidare un’auto ritenuta troppo onerosa (e grande) per lui, ridimensionò tutto per cercare di cedere la società. E a lui andò gran bene, seppur con enormi travagli e una buona dose di fortuna nel mantenere la categoria.

Addio progetto sportivo, prima i conti. La visione opposta della precedente, spiegata da Marroccu appena arrivò: giocatori buoni ce ne sono a centinaia, prima viene il bilancio.

I risultati sono stati mestamente sotto gli occhi di tutti: diciottesimo posto con Marroccu/Sogliano, Cioffi, Bocchetti e Zaffaroni nel 2023, ringraziando la reintroduzione dello spareggio salvezza, tredicesimo posto con Baroni nel 2024 a cui fu sterminata la squadra a gennaio e che compì un’impresa poi, quattordicesimo posto con Zanetti nel 2025 con salvezza all’ultima giornata.

Nel 24’ e 25’ l’Hellas se la cavò anche grazie ai crolli di squadre come Sassuolo ed Empoli. Con una grande dose di “coraggio”, senza vederne gli enormi rischi, quest’anno il Verona ha puntato ancora su una guida tecnica inadeguata che ha gestito male una discreta/buona campagna acquisti, con in più l’azzeramento del gruppo storico che aveva tenuto alta la bandiera in campo e nello spogliatoio caricandosi la squadra nelle tempeste.

In questa stagione, poi, ad ora non ci sono crolli, a parte quello clamoroso iniziale e forse rimediabile della Fiorentina. Il giochino di trovarne tre più scassate non ha stavolta funzionato, perché la peggiore è proprio il Verona. Come nel film Il sesto senso il “morto” era lei. L’asticella va paurosamente al ribasso da anni e si sperava che Presidio la potesse rialzare. Ma gli americani hanno anche acquisito un debito enorme, e non va dimenticato. Si sono fidati, sbagliando, di quel che c’era, al "Ci pensa Sogliano" sperando nelle plusvalenze (arrivate) e nel ripetersi di un giochino che equivaleva però sul campo a scherzare con il fuoco. Preoccupante visione.

Quando per anni si abbandona un progetto sportivo, si cancella un gruppo storico senza mettere basi forti per crearne uno nuovo, prima o poi ci si sfracella, ed è quello che sta avvenendo. La ricetta è stata sbagliata, sbagliatissima.

Quello che più inquieta è che si è toppato con dei segnali di allarme chiarissimi fin dall’inizio, e che non vi si è posto rimedio per tempo. Sbagliare si può, sportivamente fallire anche. Ma farlo così non è all’altezza del Verona, della sua storia, della sua gente. È semplicemente e tragicamente ridicolo.

Se, destino al momento ineluttabile, sarà B, con paracadute e ultime cessioni (ma Bella-Kotchap e Belghali inesorabilmente si svaluteranno) si dovrà pensare a ricostruire. Presidio dovrà dare segni di presenza forte, con uomini nuovi ai posti di comando e un’idea chiara di riscatto per il futuro, un’idea anche semplice ma percorribile.

Tornando al 2022: quel Verona aveva il terzo monte ingaggi più basso: 23 milioni. Oggi sono 29 per un gruppo assemblato male, tra calciatori venuti in vetrina per essere ceduti subito e altri che scapperanno presto, molti ancora arrivati (specie a gennaio) senza benzina nelle gambe, sempre a raschiare il barile delle scommesse di redenzione agonistica. Tutto sbagliato, tutto da cancellare, tutto da rifare.