"Dico solo una cosa: che cu...o. E che bello, bellissimo. Le vittorie più belle sono quelle che non meriti, ora si può augurare Buona Pasqua e andare via". Luca Calamai, giornalista fiorentino e già vice direttore della Gazzatta dello Sport, ha commentato con queste parole, a caldo, a RadioFirenze Viola, il successo della Fiorentina a Verona. Poi, ha ammesso: "Certo, una Fiorentina così non la vorrei vedere mai più, non si può essere fieri e verrebbe da mandare via tutti".
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Sconfitto, burlato e ultimo. Il Verona aspetta la matematica, e il futuro è incerto
L'Hellas, pur non meritandolo, è riuscito a perdere ancora di fatto regalando la salvezza a una delle peggiori squadre viste al Bentegodi, alla quale è bastato l'acuto di Fagioli per portare a casa il bottino pieno. Ha corso e si è dannato l'anima per poi vedere i piedi di compensato dei suoi attaccanti ciccare i palloni buoni. Un misto tra pena, rabbia e rassegnata amarezza accompagna la gente dopo l'ennesima delusione: nemmeno una tregua pasquale!
Il Verona peggiore che si ricordi a retrocedere dalla A si chiude nell'ormai classico silenzio, in attesa di svelare il progetto (o projecto) per il futuro. Quel "Verrebbe da mandare via tutti" di Calamai risuona forte anche qui. Diciamolo, dopo un simile campionato una società forte e seria tirerebbe una riga licenziando in primis dirigenti e giocatori. Non che sarebbe poi matematico il successo immediato, ma almeno si proverebbe a costruire delle basi per una rinascita con gente nuova, libera dalle scorie che una tale stagione evidentemente porterebbe con sé.
Quel che traspare è, invece, un grande senso di incertezza, non parlare mai se non quando non si può farne a meno, significa anche, in fondo, prendere tempo. Presto però, probabilmente, quando arriverà la matematica a sancire la retrocessione, conosceremo, speriamo pienamente e non a puntate, il piano di Presidio e sapremo chi sarà chiamato ad attuarlo. Al momento la strada più probabile, a nostro parere, è che si continui con l'assetto attuale. Le voci di cambiamento non esistono o sono talmente deboli da essere ricondotte a fantasie. Chiunque sarà ai posti di comando si spera abbia idee chiare e grande voglia di riscattare una stagione orrenda. La frase, tra le tante, stucchevole e retorica, che ci prepariamo ad ascoltare fino alla nausea "Verona merita la Serie A, di tornare dove le compete" è vera anzitutto se proprietà, dirigenti e squadra ne sono all'altezza, al contrario di quanto dimostrato in quest'annata tristissima e già, in parte, nelle tre precedenti.
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