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Con quel che resta della squadra a livello numerico e psicologico, il Verona tenterà domenica di dare un senso al finale di un campionato nel quale è stato finora un pesce fuor d'acqua.
Il fallimentare cammino dei gialloblù deve in qualche modo trovare un riscatto, una scintilla di orgoglio, un qualcosa che non lo condanni a un'agonia perenne, a partire da domenica al Dall'Ara, quando di fronte si troverà un Bologna con la testa completamente immersa nella sfida del giovedì successivo con la Roma per gli ottavi di Europa League.
Nel silenzio totale della società, Sammarco e i suoi dovranno trovare motivazioni e furore necessario per andare al Dall'Ara a mostrare quei denti mai spuntati sinora. Ogni occasione andata a vuoto ha aumentato lo sconcerto e la tristezza degli appassionati ai colori gialloblù, che ora cercano tracce di vita sul pianeta Hellas 2025/2026.
Gli errori del club si sono susseguiti senza sosta in una cavalcata verso il burrone che andrà studiata bene, punto per punto, quando sarà il momento, per sapere esattamente cosa non fare per evitare lo sfascio, una sorta di manuale anti autodistruzione. In altri club (forse non molti) allenatori, dirigenti e direttori sportivi si sarebbero dimessi da tempo, o sarebbero stati spediti su Marte dalla proprietà. Qui viene preteso rispetto. Che a darlo, anzitutto, sia per prima una squadra finora emblema della società: inadeguata alla serie A.
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