Da sicuro partente a uomo in più per il Verona: la salvezza è meno impossibile grazie al trequartista
Correva il mercato invernale, Simone Verdi aveva già le valigie pronte. Gli acciacchi fisici, il poco spazio, tutto non girava come si era sperato. Il richiamo della squadra che aveva contribuito a portare alla salvezza, la Salernitana, era forte. Lo avrebbero accolto a braccia aperte e sarebbe tornato a giocare assieme agli ex compagni e al suo grande amico Bonazzoli. Il Verona, evidentemente non credendoci più, aveva dato l'ok, il Torino all'ultimo giorno di compravendite decise di accettare il prestito del prestito con diritto di riscatto a 2,5 milioni. Ma al momento di depositare l'accordo ecco la disfunzione nel portale, un problema tecnico che impedì l'operazione facendo tutti scontenti.
L'attaccante fu fischiato e bersagliato nei commenti social per il suo desiderio di andarsene. Una situazione che poteva metterlo ai margini. Due però i fattori decisivi della sua rinascita. Il Verona a quel punto aveva tutto l'interesse di recuperarlo, e ha creato i presupposti perché accadesse. Del resto un Verdi ritrovato anche solo un po' è merce rara in un gruppo dove in attacco è l'unico depositario di qualità vera, assieme a Lazovic che può sfruttarla anche da seconda punta. La tenacia e la voglia di tornare protagonista è stato poi l'altro fattore determinante. Il ragazzo si è fatto scivolare addosso le polemiche, ha pensato a se stesso e ad essere un professionista serio, attendendo il suo momento con voglia di riscatto.
Il risultato? Verdi dopo il mercato d'inverno è partito titolare (solo) tre volte: col Sassuolo, col Monza e col Bologna. L'Hellas ha messo in tasca 7 punti in quelle gare, 4 grazie ai suoi gol con Monza e Bologna. Punti pesantissimi che proiettano l'Hellas a giocarsela finalmente con la testa quasi fuori dall'acqua e con una speranza che ora si tocca con mano. Complimenti a Simone Verdi, e benedetto quel pasticcio di mercato.
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