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Presumibilmente, la retrocessione del Verona sarà un esito matematico domenica, dopo la partita con la Juventus a Torino. Di fatto, l'Hellas è già in Serie B da settimane. Risultato, questo, dovuto a tutti i disastri che sono stati compiuti, ad ogni livello in una stagione che va chiamata con il suo nome, con l'aggettivo appropriato: fallimentare.
Già in precedenza abbiamo espresso la necessità di intervenire con largo anticipo rispetto alle ultime tornate, se non addirittura alla conclusione del campionato, come questo silenzio parlante fa ritenere che sia paradossalmente possibile. Aspettiamo che la situazione si sblocchi. Allo stato delle cose, il Verona è in ritardo. Programmi e piani sono più segreti e misteriosi degli X-Files di televisiva memoria. Resta da capire chi saranno gli agenti Mulder e Scully che si occuperanno di costruire il prossimo Hellas. Quello che dovrebbe (il condizionale non è un vezzo) competere per l'immediata promozione.
Questa, ci dicono, sarà l'intento della proprietà. Per ora, comunque, silente in tutte le sue componenti dirigenziali. Ma se scriviamo di un Verona che è già "lungo" rispetto a quel che serve fare per rispettare, perlomeno nelle idee, gli obiettivi che (si suppone) inseguirà, è perché i fatti non mentono.
Sean Sogliano, legittimamente, attende di capire nel dettaglio i progetti di Presidio Investors. Ha un contratto in scadenza il 30 giugno 2027, il fondo texano gli ha proposto un prolungamento fino al 2029. Presidio non ha sondato alcun diesse in alternativa allo stesso Sogliano, che gode di totale fiducia, di stima completa da parte di Austin. Sogliano che, dal canto suo, verificherà quali saranno le basi per ripartire. Inoltre, ci sono stati gli interessamenti per lui della Lazio e della Roma (ipotesi, possibilità, ad ora, di concreto c'è poco).
Il Verona, però, di tempo non ne ha molto. Indugiare sarebbe il primo errore della nuova stagione. In capo a pochi giorni le riserve vanno sciolte. Questo Hellas è da rifare da capo e piedi e se il primo punto di svolta per disegnare quello che verrà è la direzione sportiva, il secondo, ancora più cruciale, è l'allenatore. La B è una sfida durissima che si affronta andando avanti pancia a terra, è un deserto che non conosce oasi, tra tempeste di sabbia e gelate notturne. La chiarezza occorre presto, tanto più con una piazza che ha con sé i segni di un'annata che ha portato disaffezione, sconcerto e pessimismo sul futuro Una realtà frustata a cui si continuano a negare risposte. Non decidere è già una decisione: quella che è sempre sbagliata.
Il tic-tac prosegue, l'Hellas non può commettere errori.
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