Il tecnico dell'Hellas: "Partiamo con l'Entella, bello ritrovare il Bentegodi. Le Borgne ha qualità, Edmundsson sarà il capitano"
Italo Zanzi, conferenza stampa del 27 luglio 2026
Domenica si comincia: quali sono le sue sensazioni? "Le sensazioni sono sempre quelle che si hanno in questi momenti di preparazione, di grande lavoro con la squadra. È chiaro che la mia attenzione, quella della squadra e del mio staff è proprio rivolta a questa partita, perché ora iniziano le gare che contano. Sappiamo che non dobbiamo sbagliare principalmente nell'atteggiamento, nella voglia, nella dedizione e nella proposta. Io mi aspetto quello su cui abbiamo lavorato fino adesso e quindi sono convinto che la affronteremo con grande attenzione".
Lei ha un rapporto particolare con Tomas Suslov. Come sta? Vuole rimanere a Verona o ha la testa altrove? "È un momento in cui ha una situazione che sta valutando. Preferisco che la analizzi con calma, per poi eventualmente reintegrarlo nel gruppo, magari anche dopo la chiusura del mercato. Mi sembra il modo corretto di gestirla. È un giocatore chiaramente importante, lo sappiamo benissimo, però c'è questa questione di cui sono stato informato. Domenica non sarà convocato, ma solo in attesa di capire come evolverà, in un senso o nell'altro".
Non sarà convocato neanche Frese. Può chiarirci qual è il suo problema? "Ha avuto un piccolo problema, delicato ma credo sia risolvibile in un mese. Sta facendo la prima parte di cure fisioterapiche in vista poi del rientro in gruppo. Si parla di tre o quattro settimane di recupero, quindi domenica non sarà disponibile".
Le chiedo la bellezza dell'inizio: anche dopo qualche anno di panchina c'è sempre quella vibrazione particolare, magari amplificata dal Bentegodi, uno stadio che conosce particolarmente bene? "Ieri abbiamo fatto un allenamento al Bentegodi. Per me è sempre un piacere rientrare in questo stadio. Ho dei ricordi sia da calciatore che da allenatore, specialmente di un'annata difficilissima ma poi conclusa in maniera straordinaria. La mia attenzione è rivolta a dare a questa squadra tutto quello che abbiamo io e il mio staff".
Sta lavorando molto sul 4-2-3-1. Forse si sta raccogliendo poco, anche nelle amichevoli, rispetto al tipo di gioco che vuole fare? "È una delle situazioni che dobbiamo migliorare sicuramente: la finalizzazione, l'ultimo passaggio, la scelta, ma ci stiamo lavorando. Dobbiamo trovare questa identità, quella di una squadra che ha in testa una proposta. Io credo che quest'anno affronteremo un campionato difficilissimo, complicato, proprio perché ci sono molte squadre che proporranno e noi dobbiamo essere all'altezza e creare questa mentalità. Come vi ho detto, ci sono degli step da percorrere perché noi abbiamo solamente 37 allenamenti insieme, oggi era il 38esimo, e quindi non abbiamo tempo. Dobbiamo riuscire ad accorciarlo e lo faremo".
Dovesse partire Suslov, si aspetta un giocatore dello stesso valore? "Io sono abituato a guardare le cose oggettive. In questo momento sono molto soddisfatto della disponibilità e della dedizione che hanno messo a disposizione i miei calciatori. È innegabile constatare le difficoltà che ha il Direttore nel completare la squadra, visto che in questo momento la società è concentrata sulle cessioni. Sappiamo benissimo che dobbiamo fare qualcosa".
In queste ultime due stagioni il Verona non ha avuto proprio un campo amico, quello che per definizione dovrebbe esserlo, dato che le statistiche parlano chiaro, con 5 vittorie su 40 partite fra campionato e Coppa. Quanto conta sbloccarsi di fronte al proprio pubblico? "Noi non saremo perfetti, questo è chiaro, perché in questo momento manca, come ho detto prima, completare con alcuni giocatori importanti la rosa. Però io so per certo che domenica la squadra non può sbagliare atteggiamento. Non lo potremo fare per 90 minuti, ma dobbiamo dare un forte segnale di identità da subito, proprio all'interno di queste difficoltà, perché è attraverso queste che si crea qualcosa di importante. La squadra le sta affrontando, insieme a me e allo staff, con grande dedizione e partecipazione e lo devo vedere anche in partita".
Prima di partire per Folgaria aveva sottolineato anche l'atteggiamento che chiedeva ai giocatori: voleva sempre e soltanto calciatori motivati e pronti. Entrando anche nell'ambito del mercato, quante risposte favorevoli hai avuto in questo senso? "Quella di Suslov è stata una scelta solo mia, rivolta verso un ragazzo al quale io porto grande rispetto. Però è chiaro che in un momento di grande precarietà, dove c'è il mercato, giocatori che escono e che arrivano, e magari alcuni ragazzi nello spogliatoio che stanno pensando ad altre soluzioni, io non posso permettermi di inquinare questo momento che per noi è importante: la partenza, la prima partita ufficiale di Coppa Italia e poi l'esordio in campionato. Da questo punto di vista, nella massima lealtà, nel massimo rispetto, perché sono stato calciatore quindi so come funzionano queste dinamiche, devo essere io a liberare questi aspetti. Proprio per questo voglio giocatori centrati al mille per cento".
La Virtus Entella, a differenza del Verona, ha mantenuto lo stesso allenatore alla guida tecnica. È una squadra giovane con dei giocatori esperti. Che avversario dobbiamo aspettarci domenica? "Un avversario difficilissimo, proprio per quello che hai detto. Quando si mette sul piatto della bilancia, di solito, un allenatore con 350 allenamenti nell'arco di un anno contro i nostri 37, non è solo l'aspetto tecnico che fa la differenza. Ecco perché noi questo lo dobbiamo sopperire, lo dobbiamo guardare, lo dobbiamo conoscere. Non possiamo nascondercelo e all'interno di questo dobbiamo trovare quello che serve per risolvere queste situazioni. Anche se devo dire la verità, come ho detto prima, la grande dedizione, la grande partecipazione che fino adesso ci hanno messo i ragazzi mi rende abbastanza positivo".
Oggi è stato ufficializzato il nuovo arrivo, Le Borgne: può descrivercelo? E soprattutto, in mezzo al campo, forse quella è la zona dove avete bisogno di ulteriori rinforzi? "Lì dovremo sicuramente fare ancora qualcosa. Lui è un ragazzo molto interessante. È un ragazzo che ha qualità, che non era richiesto solo da noi. A me piace. Non mi piace chiamarle scommesse, perché non è una scommessa: è un ragazzo che sicuramente farà qualcosa di importante. Noi gli diamo la possibilità di venire a darci una mano. È un giocatore che ha qualità, che ha visione, che ha gamba. Ha già fatto un percorso anche di crescita, perché lo scorso anno da gennaio ha giocato all'Avellino, dove l'ho osservato. Quindi lui è un po' come anche altri giovani che abbiamo preso, ad esempio Cerbone. Sono ragazzi che avranno sicuramente un destino spianato, perché avranno la possibilità di far vedere il loro valore. Loro ci devono mettere del loro, noi ci metteremo tanto lavoro e tanta fiducia, perché i giovani ne hanno bisogno".
Domenica vedremo quella che sarà la sua formazione tipo, una sorta di prova generale in vista del debutto in campionato, oppure cambierà qualcosa e ci sarà un po' di turnover? "No. Mi piace pensare a venti titolari. Ormai le partite le cambiano molto spesso i cinque che entrano, perché con cinque subentrati si cambia il 50% della squadra. Quindi io devo avere tutti pronti. È chiaro che inizialmente partiranno quelli che mi danno più garanzie, poi sono convinto che chi entrerà dovrà andare forte e voglio piano piano considerarlo un titolare. Quindi, da questo punto di vista, dobbiamo avere tutti questa visione".
Come sta Bega? Ci sono altre defezioni? "Bega ha fatto due allenamenti con la squadra, ieri e oggi. Sta riprendendo. È chiaro che è un giocatore che ha una struttura importante, quindi avrà bisogno anche lui di lavoro, però si allena con la squadra. Non ci sono altre defezioni. Oggi ho comunicato alla squadra chi è il nostro capitano: sarà Edmundsson. La fascia è una cosa importante perché all'interno ci sono dei valori che rappresentano quello che deve essere lo spirito. Non mi interessa quante partite ha un giocatore, né quanto è giovane. C'è un ragazzo che sta facendo benissimo, Slotsager, anche lui è giovane, però ha una dedizione, un'applicazione, una voglia nel lavoro come un grande professionista, un veterano. Quindi ho scelto Edmundsson perché mi è piaciuto come si allena e l'attenzione che mette nel lavoro prima e dopo. È un ragazzo che ha dei valori importanti. Lui parla bene anche spagnolo, però gli ho detto di imparare anche un po' l'italiano perché dovrà confrontarsi con i direttori di gara"
fonte: hellasverona.it
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