"Le chiacchiere se le porta il vento" dice un saggio proverbio. A ormai un anno di distanza dall'ingresso di Presidio (16 gennaio 2025) il mantra sciorinato ad ogni occasione da Italo Zanzi "Vogliamo migliorare e far crescere il club" non trova certo riscontro nei risultati della squadra che, non si offenda il nuovo stadio, sono l'essenza di una società calcistica.
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Nuovo anno vecchio Verona, per ora le promesse se le porta il vento
Portino pazienza anche i fondi di investimento, ma senza un minimo di serenità data dal campo (nessuno ha mai preteso di più) tutto appare come un freddo calcolo di business, con gli appassionati dei colori gialloblù frustrati per essere costretti ancora una volta a veder impietosamente soccombere la squadra.
Nessun dubbio sulle buone intenzioni della nuova proprietà, ma è evidente che più di qualcosa non torna e non ha funzionato. Il progetto tecnico e la sua messa in atto sono al momento ancora insufficienti.
L'asticella sempre al ribasso ("il miracolo salvezza" come obbiettivo), del resto, non prometteva granché e già di suo cozzava con i propositi di migliorare. Prendi dei giocatori, anche buoni, con una rosa alla fine superiore a quella dello scorso anno, ma nulla, non si vince mai, poi si torna a vedere la luce, per infine ripiombare nel buio fitto.
Ognuno cerca il motivo dei 12 punti in 17 partite (l'anno scorso erano 15): chi nei limiti dell'allenatore, chi in quelli della rosa. Il Verona considera Zanetti l'allenatore ideale, avendolo confermato in momenti di grande difficoltà sia nella scorsa che in questa stagione, e con lui, pertanto, proseguirà in ogni caso. Dunque, se il problema è la rosa, sono stati commessi errori nel costruirla e come negli scorsi anni prepariamoci a un mercato invernale intenso.
C'è, nelle parole di Zanetti dopo lo 0-3 col Torino, molta delusione nei confronti di alcuni calciatori. Quel "Chi vuole andare vada" non lascia spazio a interpretazioni. Possibile che in due settimane le coccole e i complimenti ai suoi siano svanite trasformandosi in strali da "cacciata"? Sicuramente c'è lo sfogo emotivo, ma è evidente l'insoddisfazione.
Alcuni, dunque, e forse non pochi, partiranno, altri arriveranno. Sperando che l'Hellas individui bene e risolva il problema che lo affligge. Altroché nuovo stadio: sarebbe un fallimento colossale che una nuova proprietà retrocedesse al suo primo anno di conduzione.
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