Hellas 1903 Visto da noi Sogliano, il patto con Presidio e il Verona che non può più sbagliare
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Sogliano, il patto con Presidio e il Verona che non può più sbagliare

Matteo Fontana
L'Hellas riparte dal rafforzamento del direttore sportivo. Ora le scelte da fare

Presto sarà ufficiale il rinnovo del contratto di Sean Sogliano con l'Hellas. Un prolungamento fino al 30 giungo 2029 dell'accordo in scadenza nel 2027.

Chiarezza da fare: Sogliano al Verona, era comunque legato, quindi le vie erano tre. La prima, da escludere, che Presidio Investors decidesse di cambiare la direzione sportiva. Il fondo texano ha sempre espresso la totale stima per Sogliano, l'ha fatto a più riprese sia con Italo Zanzi, che di Presidio è l'interfaccia nell'Hellas, che con Christian Puscasiu, il suo manager di riferimento.

La seconda, che a Sogliano arrivasse un'offerta irrinunciabile. La Roma ha pensato seriamente a lui, tra l'apprezzamento di Gian Piero Gasperini e quello dei Friedkin, ma non c'è stata una trattativa al decollo. Quanto alle voci sul Milan, non hanno mai avuto nemmeno un lontano fondamento. Zlatan Ibrahimovic, uomo forte al fianco di Gerry Cardinale, cerca un profilo internazionale, tra Txiki Begiristain (ex Barcellona e Manchester City), a Viktor Bezhani (al Tolosa, già nella galassia RedBird) e Ramon Planes (all'Al-Itthiad).

La terza, che Sogliano rassegnasse clamorosamente le dimissioni, o comunque risolvesse il contratto in essere con l'Hellas. Cosa che avrebbe significato che tante, troppe fossero le distanze tra il direttore sportivo e Presidio. Lontananza nelle vedute, nelle idee, nei programmi. Nella gestione di quella che resta il nucleo centrale, il core business di quell'affare economico e finanziario che è diventato il calcio.

Se le riflessioni di queste settimane hanno portato Sogliano a siglare un nuovo patto con Presidio. A sottoscriverne i piani e la linea che, secondo le dichiarazioni di Puscasiu, rilasciate di recente al canale ufficiale del club, porranno come obiettivo l'immediato ritorno in Serie A, significa, inequivocabilmente, che c'è condivisione.

Inizia, quindi, un altro tempo per il Verona, in cui il dominus sarà Sogliano. Il tempo in cui non si dovranno ripetere gli errori che, come già detto e scritto, tutti, nell'Hellas, hanno commesso, e che hanno portato al fallimento sportivo dell'ultima stagione e, di conseguenza, al crollo dei conti, con entrate di fatto dimezzate, che determina la retrocessione. Non si può più sbagliare.

Ci sono, ora, le scelte da fare. Quella dell'allenatore è determinante, e lo sarà, anche, nella "saldatura" che si formerà con Sogliano, diesse che con i tecnici è molto incisivo - anche nella postura, visto che è sempre con loro in panchina durante le partite - e che, una volta deciso su chi puntare, è ultraconservatore e protettivo. Perché cambi, davvero si deve trovare in una situazione ormai senza via d'uscita.

Di qui la squadra, i giocatori. L'agenda la detteranno, va da sé, anche le necessità in uscita, le plusvalenze da realizzare. Che, ancora una volta, saranno rilevanti. Sul campo, occorre che la A sia un lascito di qualità, da un lato e che, dall'altro, gli interpreti comprendan presto, oppure già lo sappiano, che essere in B è come stare nel deserto con i predoni con le spade sguainate che ti inseguono. Sogliano, a prescindere, è abituato a rovesciare il tavolo della rosa, l'ha fatto anche dopo stagioni favorevoli, figuriamoci dopo lo scempio di questa.

Buon lavoro.