L'Hellas tra mercato, infortuni e un gioco da migliorare in vista di Udine
La partita con il Cerignola rappresentava un buon test per misurare il livello di gioco e di forma raggiunto dal Verona prima del debutto in campionato, fra sei giorni, a Udine. Le statistiche parlano chiaro, l'Hellas ha tirato meno in porta degli avversari (5 a 8), che hanno avuto addirittura un possesso palla superiore, 52 a 48. Il Cerignola, inoltre, ha avuto le occasioni migliori che Montipò, pur difettoso nel gol subito, ha sventato.
È chiaro che le assenze di Valentini, Suslov ed Ebosse hanno pesato, ma contro una pur ottima squadra di C, dopo un mese abbondante di lavoro, ci si aspettava qualcosa in più. L'Hellas appare indietro nel gioco espresso (difendere l'1-0 è costato il pareggio) e nell'organico, naturalmente. Questo significa che bisognerà accelerare, alzare il livello, come va di moda dire ora.
Sul mercato non accade nulla di nuovo rispetto agli ultimi anni, si è anzitutto venduti i preziosi, sono arrivati in prestito interessanti prospetti e alcuni giocatori già esperti. Lo stop di Suslov costringe a cambiare ulteriormente i piani per questi ultimi giorni 13 giorni di mercato. Certamente arriveranno dei nuovi giocatori, ognuno coi suoi tempi di inserimento. Se uno è buono, tuttavia, ci mette anche poco a fare la differenza. L'Udinese ieri in Coppa ha dominato la Carrarese (serie B), senza problemi.
Non è il caso di allarmarsi, gli ultimi campionati, come questo improntati alla salvezza, hanno insegnato che il cammino è lungo e che per arrivare alla sufficiente quota 32/34 punti è permesso passare anche da periodi di digiuno, perfino di involuzione. Presidio, però, deve accelerare per fornire presto delle certezze in più, a fronte (dato per buono l'acquisto di Belghali) dei circa 30 milioni incassati dalle vendite e dei circa 13 spesi finora (al netto delle commissioni).
Acquisti e cessioni Verona 2025/26
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