Il portiere di Nogara ebbe una carriera frenata da infortuni e depressione. Con la maglia del Piacenza spinse l'Hellas alla retrocessione nel 2002
La Gazzetta dello Sport di oggi dedica una pagina all'ex gialloblu Matteo Guardalben. Nato a Nogara il 5 giugno 1974. Ha giocato con Massese, Verona, Parma, Piacenza, Palermo, Vicenza, Treviso, Sampdoria e Modena. Con il Parma ha vinto la Coppa Italia e la Coppa Uefa nel 1998-99 e la Supercoppa italiana nel 1999. È stato convocato tre volte in Nazionale, ma non ha mai debuttato. Dopo aver aperto un’agenzia di consulenza per giocatori oggi ha chiuso col calcio e non ha nessun rimpianto.
Tra i migliori allenatori avuto, Guardalben ricorda Malesani: "Sanguigno, veronese come me. Quando vincemmo la Supercoppa contro il Milan tirò l’acqua ai milanisti davanti alla panchina. Lui, Sacchi, Ancelotti e Novellino sono i migliori allenatori avuti. Ma a Walter, avuto a Piacenza, non feci un’ottima impressione. In allenamento facevo schifo, contava solo la partita. E lui all'inizio era preoccupato...
Con il Piacenza una salvezza memorabile, proprio contro il Verona: «Era il 5 maggio 2002. Strana la vita: papà mi portava in curva al Bentegodi, sono cresciuto con lo scudetto di Bagnoli, ho debuttato tra i pro’ con l’Hellas e giocato un anno in A. Vincemmo 3-0 e ci salvammo, se avessi fatto un errore mi avrebbero dato del venduto. Qualche giorno dopo, a Piazza delle Erbe, un avvocato si slacciò la camicia e mi fece vedere un tatuaggio del Verona. “Ti rendi conto di cos’hai fatto?”. Solo il mio lavoro».
Ora Gurdalben non vuole neppure rivedere i guantoni, neppure per divertimento: "Siamo matti? Ho fatto quello che dovevo fare: 124 partite in Serie A, tre trofei, parecchia sfortuna. Gli infortuni mi hanno tolto qualcosina in Nazionale. Sono stato convocato tre volte senza esordire. Nel 2005, in un Parma-Palermo, mi feci male in uno scontro con Corradi e rimasi fermo mesi. Magari sarei andato al Mondiale al posto di Amelia».
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