Qualcosa di buono che si era già visto a Napoli inizia a farsi strada nell'Hellas di Sammarco
Si diceva, pochi giorni fa, che il Verona doveva provare a dare un senso al finale di uno sciagurato campionato figlio di innumerevoli errori. Un primo mattone è stato messo. A Bologna l'Hellas è andato con piglio deciso, sfruttando la possibile testa altrove dei rossoblù, impegnati giovedì in Europa League con la Roma in una sfida che per loro vale la stagione. Così è andata ed è arrivata con merito la vittoria che mancava da 12 partite.
Paolo Sammarco, persona perbene, seria, poco avvezza alle ciance e a cercare alibi, capace di caricarsi sulle spalle una mission impossible, può sorridere per la prima volta. Vero, non aveva nulla da perdere prendendo una squadra portata fino alla consunzione in quel 31 gennaio a Cagliari, nessuno poteva chiedergli miracoli, ma è pur sempre un allenatore a inizio carriera dopo un biennio molto promettente con la Primavera, dunque qualcosa da giocarsi ce l'aveva.
Qualcosa di buono che si era già visto a Napoli inizia a farsi strada nel suo Verona. Presto, anzi prestissimo per chiamarla rimonta salvezza, una parola che forse è bene dimenticarsi per riprenderla (grande e coraggiosa speranza) quando e se le altre saranno eventualmente davvero a tiro. C'era innanzitutto da ricostruire fiducia in un gruppo maciullato e solo una vittoria, che arriva comunque da un lavoro quotidiano evidentemente ben fatto, poteva ridarla.
Col Genoa, domenica a pranzo, sarà una battaglia. Una gara ben più difficile di quella di oggi. Ma il "booster di energia", come lo ha chiamato l'allenatore comasco, è arrivato. E andrà usato a piene mani. Un senso a questo campionato si può ancora dare, senza farsi illusioni. Ogni gara sarà uno spartiacque. Cammino difficilissimo, ma almeno oggi si è capito che un'anima il Verona l'ha trovata. Non diciamolo troppo forte sennò ci vendono anche quella.
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