Mala tempora currunt e alzi la mano chi pensava ad inizio campionato di finire così miseramente.
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Il Verona in agonia tra silenzi, pacche da Orban e la Sogliano dipendenza
Il Verona si trova nel bel mezzo di una crisi angosciante, e non solo di risultati. Al fallimento sportivo gialloblù peggiore nella A a 20 squadre (e non solo), si aggiunge lo spinoso caso Orban e il toto futuro.
Il tutto è aggravato all'ennesima potenza dalla grande assente dell'Hellas: la comunicazione, intesa come condivisione, spiegazione, commento a quanto accade. Il club gialloblù, già con Setti, non ha mai "accompagnato" mediaticamente con regolarità la squadra, nei suoi momenti felici e meno felici, soprattutto in questi, con una proprietà e una dirigenza che intervenisse maggiormente, sfruttando il pre o il dopo gara, ad esempio. Non serve fare un tg quotidiano. "È accaduto questo, ok, non preoccupiamoci, questo è il motivo. Oggi è andata male, ecco quello che ne pensiamo. Abbiamo sbagliato? Sì, e ce ne dispiace. Futuro? Vi diciamo a che punto siamo".
Presidenti e dirigenti distaccati, troppe spine negli ultimi tempi, grattacapi, incertezze, spiegazioni da dare. Ma il silenzio non aiuta, anzi peggiora le cose. E a nulla serve battere i pugni due volte l'anno, relegando poi l'allenatore di turno o i giocatori che manco sanno l’italiano al settimanale confronto con la stampa, già ridotto all'osso da molti anni. Ci si rifugia nel "contano i fatti non le parole", ma non è questo il punto. La presenza, specialmente della proprietà, anche per una sola battuta, conta. Ti dice chi sei, quanto ci tieni, e se hai le idee chiare. Certo, è necessario essere credibili e nel calcio la credibilità te la danno anzitutto i risultati, dunque la strada da fare è lunga.
L'Hellas, si diceva, deve fare i conti, come non bastassero le sventure, anche col caso Orban, ragazzo di cui si conoscevano le bizzarrie, oltre che le qualità tecniche, prima di prenderlo. Gestito non senza difficoltà prima da Zanetti e poi da Sammarco, ha compiuto un gesto grave e ne pagherà le conseguenze. Ci si immagina. Lui in serata ha scritto le sue scuse pubbliche, gesto doveroso e apprezzato. E ora? Non convocato col Lecce? Probabile. Fuori rosa? Chissà. Che ci sia o meno, in ogni caso, se non altro non cambierà nulla, a verdetto ormai scritto.
C'è poi il grande dibattito, più che altro alimentato dalla stampa, sul futuro di Sean Sogliano, osannato quale "sire (sine) qua non" dell'Hellas, probabilmente oltre la sua volontà. Zanzi lo vuole tenere, pare, a tutti i costi, dandogli carta bianca su tutto. Quella che ha avuto quest'anno (accettando le regole di ingaggio degli americani) e che però ha portato ai risultati che stiamo vedendo. Certo, può essere che sia lui l'uomo giusto per il riscatto, ma qui tra la goffa idolatria di certi e Presidio che lo implora, vien da pensare che non si abbiano altre idee, e questo sarebbe molto preoccupante.
Si spera, quindi, che siano contemplati dei piani alternativi, se non altro per precauzione, che non si debba dover procedere poi al dichiarare fallimento e impossibilità di esistenza terrena perché magari il ds ha scelto altre strade. Cosa che peraltro molto difficilmente accadrà, dato che a Verona, e non crediamo in molti altri posti nel calcio d'oggi, può lavorare come piace a lui, da comandante in capo e con un ottimo (legittimo) stipendio. Buona fortuna a tutti, allora, perché riscattare come si deve l'annata disastrosa non sarà affatto facile.
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