La diretta con le reazioni del mondo del calcio e della città di Verona nella giornata della morte del mister dello scudetto gialloblù
Osvaldo Bagnoli In loving memory 17.07.2026
Tanti, tantissimi, tutti vogliono omaggiare e ringraziare Osvaldo Bagnoli nel giorno della sua scomparsa. Sono tantissimi i messaggi e le dichiarazioni in rete e sui social, dalle parole commosse dei suoi calciatori, a quelle degli organi del calcio italiano, delle autorità, dei club, dei giornalisti che hanno lavorato seguendolo.
Il bellissimo video di Hellas Studios
ROBERTO TRICELLA: Ospite della radio di Tuttomercatoweb.com è stato l'ex calciatore Roberto Tricella, che ha ricordato Osvaldo Bagnoli: "La prima giocata deve essere sempre sulla punta, se la vedi. L'attaccante era quello che fa giocare bene la squadra, ti dà profondità. Alla fine nel calcio si inventa poco. Bagnoli diceva sempre che bastava mettere i giocatori la posto giusto, che poi tutto il resto venisse da solo. Sono regole basilari, ma se le vai ad applicare nelle varie squadre, fanno la differenza. Lui era bravo a costruire le squadre, ha fatto bene dove è andato. Vuol dire avere la visione giusta del gioco del calcio. Era uno che si faceva valere, a Genova si espose contro la tifoseria per difendere un giocatore. Arrivammo due volte quarti con il Verona, siamo andati in Coppa UEFA, abbiamo ottenuto cose importanti. Una caratteristica di Bagnoli era che a inizio anno lui faceva la prima convocazione e ti diceva la sua formazione titolare. Sarebbe impensabile ora, con tutti i procuratori sul piede di guerra. Galderisi arrivò a Verona convinto di partire titolare, ci rimase malissimo quando lo mise fuori, poi però giocò tutto l'anno. Perché con lui poi giocava chi meritava".
I FUNERALI:
Si terranno martedì prossimo, 21 luglio, i funerali di Osvaldo Bagnoli, scomparso oggi all'età di 91 anni.
L'ultimo saluto alla Leggenda del Verona sarà alla Basilica di San Zeno, alle 15.
È stato decretato lutto cittadino per quel giorno.
Antonio Di Gennaro a tmwradio: Diceva all'epoca che ce lo siamo meritato tutti. Metteva davanti il noi, non l'io. Sette anni meravigliosi con lui. L'allenatore lo ricordiamo tutti, mi ricordo due anni prima che andassi via dal Verona, mi separai da mia moglie e mi fu vicino. E per me fu ancora più importante, era un uomo con grandi valori e princìpi. Non mi ha mai voluto vendere, ebbi delle richieste ma rimasi. Quando arrivò Dirceu, lui aveva paura che si allenasse poco, poi capì che era un grande professionista. Facemmo un'amichevole con la Fiorentina, giocammo insieme e Dirceu mi chiese la 10 e non ci fu problema. Io presi la 9, perché per me non era un problema. Oggi non è più così. Anche lì si manifestò il valore dell'uomo, che accettò tutto. Ci voleva un gran bene, ci trasmise una mentalità vincente. Ho tanti ricordi con lui. Mi ricordo 6-7 anni fa, lo chiamai per gli auguri e gli ho dato del tu...Un vero mito. La qualità migliore era quella di dire sempre quello che volevamo sapere. Lui spiegava la rosa, non parlava mai di riserve, quelli che non giocano comunque li considerava e li allenava lui. Una gestione del gruppo che è sempre più importante. Lui rimase deluso dopo l'esonero dall'Inter, non sopportava le rose ampie e quando disse basta fu così. Con lui c'era Mascetti, erano veramente una cosa sola. Oggi magari ci fosse un rapporto tra allenatore e ds...".
Bruno Longhi: Se n’è andato l’Osvaldo, il mister della Bovisa. #Bagnoli ha saputo portare lo scudetto a Verona, nell’85, quando la Serie A era il fior fiore dell’Europa. Con il Genoa ha vinto ad Anfield dov’è nessuna squadra italiana era mai riuscita. Ho avuto il privilegio di commentare quella partita magica e di confrontarmi spesso con lui in dialetto milanese. RIP
L'EQUIPE:
Il calcio italiano è in lutto. Venerdì mattina è scomparso uno degli allenatori più venerati d'Italia, Osvaldo Bagnoli, all'età di 91 anni. Fu lui il tecnico dell'Hellas Verona che conquistò lo scudetto contro ogni pronostico, sfidando i giganti del calcio italiano al termine della stagione 1984-1985. Un'impresa davvero straordinaria, considerando che il campionato italiano aveva visto l'arrivo, all'inizio della stagione, di campioni del calibro di Diego Maradona (Napoli), Socrates (Fiorentina), Junior (Torino) e Karl-Heinz Rummenigge (Inter), che si unirono a stelle come Michel Platini (Juventus) e Zico (Udinese).
LEGA SERIE A:
E' scomparso oggi, all'età di 91 anni, Osvaldo Bagnoli, personaggio indimenticabile entrato per sempre nella storia del calcio italiano per aver guidato da allenatore l'Hellas Verona alla conquista del suo unico Scudetto nel 1984/85. Tecnico preparato e pragmatico, era capace di far esprimere al meglio i propri calciatori, grazie anche alle sue spiccate doti di dialogo e comunicazione.
Dopo una carriera da calciatore con oltre 100 presenze in Serie A con le maglie di Milan (vincendo uno Scudetto nel 1956/57 e la Coppa Latina nel 1956), Verona, Udinese e SPAL, Bagnoli ha iniziato ad allenare a partire dal 1973. Dopo le esperienze sulle panchine di Solbiatese, Como, Rimini, Fano e Cesena, il tecnico milanese approda al Verona nella stagione 1981/82, conquistando subito la promozione in Serie A, dando il via ad un crescendo di risultati che troverà il suo apice nella conquista dello scudetto nel 1985, titolo che ha inserito di diritto Bagnoli e la sua squadra nel libro delle grandi imprese del calcio italiano. Da quel momento sarà per tutti "Il Mago della Bovisa", dal quartiere di Milano nel quale era nato e cresciuto. Dopo aver concluso la sua esperienza con gli scaligeri nel 1990 si siede sulla panchina del Genoa e su quella dell'Inter, arrivando secondo nel campionato 1992/93 alla guida dei nerazzurri.
La Lega Calcio Serie A si stringe intorno alla famiglia Bagnoli ed esprime le più sincere condoglianze.
Il Sindaco di Verona Damiano Tommasi: "Osvaldo Bagnoli è riuscito a dare di più alla città rispetto a quello che negli anni la città è riuscita a dargli nonostante il tanto affetto che gli ha sempre donato. Ora dobbiamo realizzare qualcosa di concreto, di materiale, che rimanga nella memoria, bisogna fare qualcosa di speciale per ricordarlo". (vedi articolo)
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Getty Images[/caption]
Lorenzo Fontana: “È un giorno di grande dolore. La scomparsa di Osvaldo Bagnoli mi rattrista profondamente. Ci lascia una persona autentica e un grande allenatore, che ha incarnato un calcio fatto di passione e valori e che, insieme a una squadra straordinaria, ha regalato a Verona il sogno più bello: uno scudetto entrato nella storia. Il mio pensiero va ai suoi familiari, ai suoi cari e ai tantissimi che gli hanno voluto bene. Osvaldo Bagnoli resterà sempre il grande protagonista dei momenti più belli dell’Hellas. La sua umanità, il suo stile e quella straordinaria impresa continueranno a emozionarci e a farci amare i colori della squadra. Grazie Mister”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana.
L'Inter su X: "FC Internazionale Milano esprime il proprio cordoglio per Osvaldo Bagnoli, indimenticato allenatore della Prima Squadra tra il 1992 e il 1994. Il Club si stringe attorno alla famiglia in questo momento di lutto".
Domenico Volpati: "È stato il mio maestro di calcio. L'ho avuto ben prima di Verona, già alla Solbiatese e al Como. E fu proprio lui a volermi a Verona. E da parte mia c'è gratitudine e riconoscenza. Essere così stimati e benvoluti da un allenatore così vincente mi riempie d'orgoglio".
Il Genoa: Genova, 17 luglio 2026 – Tutto il Genoa CFC si stringe alla famiglia esternando il dolore per la scomparsa, all’età di 91 anni, di Osvaldo Bagnoli, protagonista di imprese memorabili nella ultracentenaria storia del club. Nel formulare le più sentite condoglianze a nome della proprietà, delle gestioni precedenti e della comunità rossoblù, ricordiamo Osvaldo, patrimonio di tutto il calcio italiano, con eterna gratitudine tanto per i risultati ottenuti – un percorso che comprende il quarto posto nel ‘90/91 e la semifinale di Coppa Uefa nel ‘91/92, – quanto per la straordinaria eredità lasciata in termini di umanità, saggezza e serietà come da cifra identitaria.
Carissimo Mago, caro Osvaldo,
con le lacrime agli occhi, e l’anima in fuori gioco per la commozione, ti rendiamo il nostro ultimo saluto accompagnato da un grazie grande così. Grazie per averci fatto vivere emozioni indelebili guidando la nostra migliore squadra del secondo dopo guerra. Sei stato una luce accesa per illuminare la direzione, ci hai presi per mano e fatto solcare i cieli d’Europa. Sei stato una fonte di ispirazione inesauribile, come una dinamo, schierando gli schemi del buon senso e di una professionalità fuori classifica. Abbiamo avuto il privilegio di amarti alla follia e di avere un fuoriclasse in panchina e in sede. Fatti, non parole: il tuo stile. Gli insegnamenti che hai elargito rimarranno stampati negli almanacchi del calcio di ogni tempo. Addio. E che la terra ti sia lieve.

Luciano Bruni a Tuttomercatoweb: "Il mio ricordo è semplice. Ricordo il mister come un padre silenzioso, campione di saggezza e di umiltà. Laddove c'era un calcio molto molto più semplice e meno artefatto di quello di oggi era una persona che ci ha insegnato tante cose, anche dal punto di vista comportamentale, oltre che calcistico. Non parlava tanto, ma quando parlava lo faceva nella maniera giusta, per farci capire determinate cose. Era importante e soprattutto ci ha insegnato dei valori importanti". C'è un aneddoto, un qualcosa di personale? "Il rapporto nostro era silenzioso: bastava uno sguardo, bastava guardarci negli occhi e si capiva tutto quello che voleva. Tant'è vero che percepivo la stima che aveva nei miei confronti pur quando mi lasciava magari in panchina, perché sapevo che lui da allenatore, egoisticamente, sapeva di avere Bruni sempre pronto a entrare in qualsiasi ruolo, a fare qualsiasi ruolo. Per me era una stima silenziosa che magari me la esternava, però io lo capivo. Mi viene da ridere adesso in un calcio pieno di tatticismi, con tanta tecnologia. A volte dava la formazione, diceva: 'Metti il numero 8 e fai il solito' come andare a prendere un caffè al bar. Poi magari veniva in disparte, dopo che aveva parlato e dato le indicazioni di come giocavano gli avversari e mi diceva: 'Mi raccomando, stai attento a quello lì, che sarebbe un mio compagno di squadra di cui non faccio il nome. Era un giocatore straniero, che praticamente secondo lui non era tanto ferrato. E mi diceva, in milanese: 'Mi raccomando, però gestisci il campo, perché quest chi l'è mica bun'. A me mi veniva da sorridere, perché poi era un giocatore nazionale. Insomma, nella sua silenziosità era anche simpatico, perché ti faceva morire. Qualche volta veniva a farsi la barba nel nostro spogliatoio dove c'era il lavandino. Veniva con questi sandali, modello frate, col calzino, la schiuma già in faccia.Una persona semplice e umana. Semplicissima e umile, però piena di valori. Questo è stato per noi Osvaldo Bagnoli, l'abbiamo amato e tuttora ci piange il cuore che ovviamente non c'è più. Ma rimarrà per sempre nei nostri cuori".
Su Facebook Luciano Marangon interviene così: "La notizia che non vorresti mai arrivasse, il nostro grande Mister ci ha lasciati
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Galderisi: a Tuttomercatoweb parla Nanu Galderisi: "Oggi è un giorno di grande dolore. Ero giovane, ho vissuto con lui parecchi anni, momenti belli e brutti. Mi porto dentro la sua schiettezza, il suo equilibrio, il suo parlar poco ma che diceva tutto. Mi ha insegnato a non dover strafare, ad avere un approccio semplice ma facendo le cose per bene. Ci proteggeva, ci voleva un mondo di bene. Bagnoli ha smesso col calcio a nemmeno 60 anni, quando poteva ancora dare qualcosa. "Non si rivedeva più in quel mondo, in quel calcio. Ed è un peccato per come sia finita all'Inter, perché chi lo aveva conosciuto lo aveva amato. Era carismatico e umano. E insisto sul fatto che era davvero un punto di riferimento: qualsiasi problema te lo risolveva in due parole. Aveva vero amore nei confronti dei suoi giocatori"
La FIGC e il presidente Giovanni Malagò piangono la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona campione d’Italia nella stagione 1984/85 e membro dal 2017 della Hall of Fame del Calcio Italiano morto oggi all’età di 91 anni.
L’ex allenatore, morto oggi all’età di 91 anni, nel 2017 era entrato a far parte della Hall of Fame del Calcio Italiano La FIGC e il presidente Giovanni Malagò piangono la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona campione d’Italia nella stagione 1984/85 e membro dal 2017 della Hall of Fame del Calcio Italiano morto oggi all’età di 91 anni. “La sua grande umanità – ha dichiarato Malagò nelle parole riportate dai canali ufficiali della FIGC – e la profonda conoscenza del calcio gli hanno permesso di guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi giocatori e di conquistare alla guida del Verona uno degli Scudetti più sorprendenti di sempre. Quell’impresa resta una delle pagine più belle e sentimentali del nostro calcio. Da grande allenatore qual era sapeva valorizzare i calciatori che aveva a disposizione, anteponendo sempre il gruppo alle individualità".
11.50: il comunicato del Verona: "Con infinita tristezza e commozione, Hellas Verona FC piange la scomparsa del proprio Presidente Onorario, Osvaldo Bagnoli, ora e per sempre Leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano.
Impossibile racchiudere in poche righe cosa ha rappresentato e rappresenta per l’Hellas Verona Osvaldo Bagnoli. Originario della Bovisa, quartiere operaio di Milano, e di umili origini, Osvaldo ha conservato in ogni sua parola e in ogni suo gesto un’umiltà che hanno ispirato rispetto e ammirazione da ogni persona e tifoso incontrato sul proprio cammino.
Dopo un inizio di carriera da giocatore al Milan, è proprio al Verona che Osvaldo si è imposto per quattro anni come mezz’ala dall’ottima predisposizione al gol. Appese le scarpette al chiodo nel 1973, se le riallaccia per diventare, immediatamente, allenatore della Solbiatese. Nelle esperienze a Como, Rimini, Fano e Cesena ottiene salvezze, promozioni e mostra le qualità che nel 1981 lo portano a incrociare nuovamente la strada del Verona che - dopo un decennio quasi ininterrotto di Serie A - fatica a tornare nella massima serie.
Pronti, via: l’estate dell’Italia Campione del Mondo in Spagna è anche quella in cui - al primo tentativo e al termine di una cavalcata esaltante - Bagnoli e il suo Verona tornano in Serie A, l’unica categoria frequentata dai gialloblù per le 8 stagioni successive. E non una Serie A “qualsiasi”. La migliore di sempre, dove il piccolo grande Verona del piccolo grande Osvaldo conquisterà tre partecipazioni alle coppe europee (due UEFA e una dei Campioni) e due finali di Coppa Italia.
Ma è nella stagione 1984/85, naturalmente, che si compie il capolavoro assoluto di Bagnoli e del Verona, prima e tutt’ora unica squadra di città non capoluogo di Regione a conquistare lo Scudetto nella Serie A a girone unico. Un’impresa mai troppo celebrata, che tutti i protagonisti, nessuno escluso, attribuiscono prima di tutto al mister.
Negli ultimi anni di vita, i meritati riconoscimenti: la Hall of Fame del Calcio Italiano della FIGC nel 2017, il titolo di Presidente Onorario dell’Hellas Verona nel 2018.
Col suo carattere semplice e l’intelligenza acutissima, il suo broncio dolce e concentrato che, in quel dodici maggio 1985, si aprì nel sorriso più bello e vero che la nostra città abbia mai visto.
Sei il più Grande di tutti.
E ci manchi già, Osvaldo
Hellas Verona Football Club".
11.40: un nostro pensiero "Per sempre sarà"! Ciao Osvaldo Bagnoli, Verona ti piange e ti dice un grazie immenso"
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11:00: Si è spento Osvaldo Bagnoli. A 91 anni se ne va l'uomo che ha costruito la leggenda dell'Hellas, il tecnico della squadra campione d'Italia nel 1984-85, per nove anni alla guida del Verona. Seguono aggiornamenti.
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